martedì 22 agosto 2017

Recensione "Ti va di ballare?" di Stephen Dyer e Jonah Lisa Dyer

Buongiorno a tutti, sono tornata dalle vacanze, voi siete ancora in giro? Come sempre mi capita quando in ferie leggo veramente tanto. Oggi vi lascio il mio pensiero su questo libro.

Autori: Jonah Lisa Dyer e Stephen Dyer
Titolo: Ti va di ballare?
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 13 giugno 2017
Pagine: 264

Trama:
È una verità universalmente riconosciuta che tutte le figlie prima o poi arrivino alla conclusione che le loro madri sono pazze. Sospettavo da tempo che la mia avesse qualche rotella fuori posto, ma la certezza è arrivata quando ha aggiunto "cane da concorso" alle mie attività di "studentessa" e "atleta", rendendo le mie già impegnatissime giornate una corsa a ostacoli senza fine.
Megan McKnight non è la più femminile e mondana delle ragazze di Dallas. Indossa sempre jeans sbiaditi, vecchie magliette e stivali da cow-boy, compra reggiseni sportivi e slip di cotone in confezioni risparmio. Sfoggia un viso pieno di lentiggini e un'abbronzatura da muratore, porta i capelli sempre raccolti in una coda, ha labbra costantemente screpolate e unghie rovinate e sporche. E poi è totalmente incapace di sbattere le ciglia, truccarsi e flirtare con i ragazzi come fanno le sue coetanee super sexy. In fin dei conti, la sua vita è sempre ruotata intorno allo studio, ai cavalli e... al calcio. Il suo sogno più grande, infatti, è entrare nella Nazionale femminile, e la stagione che sta per iniziare sarà la sua ultima occasione per realizzarlo. Peccato che sua madre, senza dirle nulla, l'abbia iscritta alla stagione delle debuttanti... proprio lei, che al tacco dodici ha sempre preferito i tacchetti delle scarpe da calcio. Ritirarsi non è un'opzione possibile perciò, tra un allenamento, una partita e un corso in università, Megan sarà costretta a trovare il tempo per lezioni di portamento e di danza, serate di beneficenza e balli preparatori al debutto in compagnia di bellissimi ragazzi (e forse, perché no?, possibili fidanzati). Iniziata di malavoglia per accontentare la madre sull'orlo di una crisi di nervi, l'avventura di Megan in un mondo di formalità, lustrini e buone maniere diventerà un'occasione unica per vivere esperienze che mai avrebbe pensato di fare e forse anche per imparare ad andare oltre i pregiudizi e le apparenze.
In questo loro romanzo d'esordio, Jonah Lisa e Stephen Dyer, affermati sceneggiatori hollywoodiani, confezionano una commedia romantica fresca e divertente che vi farà ridere fino alle lacrime.


Ammetto subito una cosa: non sono una fan accanita di Jane Austen, ma neanche disprezzo i suoi scritti, semplicemente non mi fanno impazzire e negli ultimi anni non ho più letto molto di suo. La storia di Orgoglio e Pregiudizio però mi è sempre piaciuta, così come il personaggio di Darcy quindi quando ho visto la trama di questo libro ho pensato che potesse fare al caso mio. Oltretutto io amo molto i retelling e la cover ha catturato subito la mia attenzione.

L'inizio è promettente, fa proprio ridere. Siamo in Texas e Megan è stata iscritta da sua madre niente meno che alla stagione delle debuttanti, insieme alla sua gemella Julia, dolce e femminile. Dal canto suo Megan ama giocare a calcio, è un maschiaccio e non ha proprio tempo per queste cose! Ma fra una rocambolesca avventura e lo sfarzo più totale forse la nostra eroina riuscirà anche a imparare qualcosa e apprezzare l'evento.

Parto subito col dire che la trama è Orgoglio e pregiudizio. Lo è in tutto e per tutto, non ci sono licenze poetiche di nessun tipo. E' una cosa che apprezzo di solito, ma qui ho riscontrato il primo grande intoppo, per me.
Siamo ai giorni nostri, Megan gioca a calcio ed è emancipata. E' anche apparentemente benestante e comunque non sta cercando di accasarsi, ma di entrare nella squadra nazionale di calcio femminile. Tutto molto bello ma poi? E' tutto retrogrado. Maschilista e pure un po' razzista. Vi faccio un esempio. La famiglia di Megan ha un ranch con allevamento di bestiame e il padre è rassegnato che non potrà tramandare l'attività di famiglia perché ha avuto due figlie femmine. Mi chiedo, perché? Davvero una ragazza, oltretutto presentata come Megan, non può? Poi non ci sono persone di colore o di altre minoranze razziali se non facenti mestieri umili e anche l'omosessualità è vista in negativo, come presa in giro per le ragazze che giocano a calcio.
Secondo me se si vuole ambientare ai giorni nostri una storia passata bisogna avere degli accorgimenti. Non si può presentare una protagonista così moderna all'apparenza e poi scivolare in tante contraddizioni simili. Questo fatto mi ha infastidito tantissimo.

Altra cosa che non ho apprezzato è il buonismo. Come dicevo l'inizio è divertente, quando racconta le prime disavventure di Megan è proprio coinvolgente poi però la ragazza matura e si trasforma in una perfetta signora del Sud. Nulla di male in questo ma veramente la trasformazione è esagerata. Poi tutti diventano tanto tanto buoni bravi e belli e pensano e fanno solo più cose sensate, giuste e adulte. Schiumavo dalla bocca da metà in poi. Il cattivo, che si intuisce subito, è l'unico che mi è stato un pochino simpatico. Ho detestato Megan, viziata e arrogante ma sempre molto onesta. Pure il Darcy della situazione è un esempio di rettitudine quando non sembra un pulcino bagnato.

I personaggi quindi non mi sono piaciuti, per niente. E così pure il sapere sempre cosa sarebbe successo. E' una rivisitazione ma comunque qualche elemento di sorpresa me lo sarei aspettato. Non c'è stata per me la voglia di sapere come sarebbe andata a finire perché si sa dall'inizio e si capisce pure in che maniera.

E' un libro che inizia con le migliori premesse ma che in fretta perde ogni caratteristica per me positiva. E' un peccato.

Voto: 


E voi l'avete letto? Vi piacciono le rivisitazioni?


venerdì 18 agosto 2017

Intervista con le vamp... blogger - #10 Un imprevisto chiamato amore

Buongiorno, so che oggi è il 18 e non il 19 ma la mia socia va in vacanza allora anticipiamo!




La rubrica ha cadenza mensile, il 19 e ogni mese risponderemo alle medesime domande, cambierà solo la lettura che potrete scegliere voi fra quelle proposte nel sondaggio in basso.

Questa volta è toccato a un libro ideale secondo me in questo periodo, un romance di una penna che non delude, mantiene sempre il suo stile.

Autrice: Anna Premoli
Titolo: Un imprevisto chiamato amore
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 27 aprile 2017
Pagine: 287

Trama:
Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti con gli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo...

L'intervista


D. A quale genere appartiene il libro?
R. E' un romance, una storia d'amore di quelle che piacciono a me, divertenti.

D.Cosa pensi dei protagonisti?
R. Jordan mi è piaciuta tantissimo. Diversa dalle eroine solite di cui scrive l'autrice, l'ho amata da subito, proprio per le sue caratteristiche inusuali. Finalmente una ragazza che non le manda a dire, anche se con il sorriso sempre presente. Rory invece subito mi è stato abbastanza antipatico. Poi pian piano si riprende, almeno un po'.

D.Personaggio preferito?
R. Jordan, senza dubbio. Anche la Sig.re Eliza come secondario. Adoro queste figure che sanno chiamare le cose con il loro nome.

D. Personaggio più odiato?
R. La fidanzata ragazza di Rory. Insulsa. Proprio odiata no ecco, ma non mi è piaciuta.

D. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?
R. Allegria, divertimento, spensieratezza. Insomma, ciò che cerco in un romance. 


D. Punti di forza?
R. Lo stile dell'autrice senza dubbio. E' bravissima a coinvolgere il lettore, è scorrevole e divertente.

D. Punti deboli?
R. Il finale. Ma perché? Tranquilli non finisce male, ma semplicemente mi rovina il personaggio di Jordan, lo trasforma. Ho odiato questa cosa, tantissimo.

D. Come hai trovato lo stile del/della scrittore/scrittrice?
R. Come ho detto prima adoro il suo stile. Per me leggere un suo libro è andare sul sicuro, è brava e scrive proprio come piace a me.

D. E' facile entrare in empatia con il/la protagonista?
R. Tantissimo con Jordan, con Rory molto meno. Odio i perfettini.

D. Quale aggettivo lo descrive meglio?
R.  Divertente, fresco, leggero. 

D. Frase preferita?
R.  Il problema è che certe persone, per quanto sbagliate possano essere razionalmente, nel momento in cui le abbracci e ne inspiri l’odore, si trasformano in un punto debole che nemmeno sapevi ci fosse.

D. A chi lo consigli?
R. A chi ama i romance, chi vuole evadere e sorridere e perché no anche sognare.

D. Quante stelline gli dai?
R. 4. Quella particolarità nel finale (nell'epilogo proprio) non mi è andata giù, per il resto è un romance perfetto.


E ora il nuovo sondaggio, mi raccomando votate bene, questa volta abbiamo spaziato fra i generi.



Il post di Dolci lo trovatequi, passate a vedere le sue risposte.
E ora ditemi, l'avete letto questo libro? Conoscete l'autrice? Vi piace il genere?


giovedì 17 agosto 2017

Recensione "Finché non sei arrivato tu" di Kristan Higgins - L'angolo vintage #5

Ciao, vi ricordate il sondaggio per scegliere il libro da leggere e sparpagliare (qui il post)? Aveva vinto il libro di cui vi parlo oggi. E' già in viaggio, l'ho consegnato a Stefania a Pontremoli e non vedo l'ora di sapere le opinioni di tutte!


Se volete aderire a questa specie di catena di lettura il post per farlo è qui.
Mi piace molto l'idea di condividere libri e opinioni, se qualcuno vuole proporre qualche libro sono a disposizione!

Autrice: Kristan Higgins
Titolo: Finché non sei arrivato tu...
Editore: Harper Collins Italia
Data di pubblicazione: 22 luglio 2013
Pagine: 319

Trama:
Chi di voi non ha sognato di imbattersi, ad anni di distanza, nell'uomo che le ha spezzato il cuore scagli la prima pietra. Magari in una serata in cui siete in forma smagliante, al braccio del vostro fidanzato bellissimo, stupendo e super innamorato che non riesce a tenere le mani a posto nemmeno in pubblico. Non riesce a non accarezzarvi, a non posarvi un bacio sul collo o a mascherare la propria felicità. E a un tratto... no, non può essere lui, l'uomo che ha trattato il vostro cuore come uno staccio, ci si è pulito i piedi e lo ha buttato in un bidone. Oh, ma gli anni non sono stati clementi, con lui, poverino...
Peccato che a Posey Osterhagen non sia successo esattamente così. La divisa da cameriera del ristorante di famiglia, con quei nanetti ricamati e i collant verdi, non ha proprio l'effetto di esaltare la sua bellezza, quando Liam Decla Murphy fa il suo ingresso. Ancora bello e affascinante come un tempo, porta scritta in faccia la parola guai.


Non è il primo libro di questa autrice che leggo e sicuramente non è il migliore, per me, ma mantiene comunque la sua impronta. Fa ridere, viene voglia di prendere a sberle qualche personaggio e ha il lieto fine, lietissimo. 
Partivo sapendo più o meno cosa aspettarmi e ho trovato quel che pensavo: un libro carino, scorrevole e che fa evadere un po'. 

All'inizio mi ha coinvolta di più, il fatto che Liam abbia dei disturbi ossessivi-compulsivi e un'apprensione degna delle peggiori madri mi è piaciuto tanto. Posey poi è veramente tanto simpatica, il suo modo di essere e di comportarsi è la parte che più ho apprezzato.

Però forse sono cambiata io come gusti oppure ho letto già troppe cose simili, ma a un certo punto ho cominciato ad annoiarmi. L'ho trovato frivolo e superficiale, e mi ha infastidito il fatto che comunque tutti quanti fossero buoni. Anche gli errori che commettono li fanno in buona fede e poi si pentono e cercano di redimersi. Ecco questo alla lunga mi è pesato.

Però comunque l'ho letto in fretta, ho riso con Jon (personaggio straordinario) e avrei dato fuoco a Grechen, la cugina tutta tette.

Il finale per i miei gusti è un po' troppo zuccheroso, ma in questa storia non poteva essere diversamente.

In sostanza un libro carino e allegro ma che credo dimenticherò in fretta. Anzi no, perché per fortuna avrò i vostri commenti e le vostre annotazioni con cui divertirmi.
Voto:



mercoledì 16 agosto 2017

Le #bancarellablogger diventano giurate!

Ma buongiorno! Siete tutti in vacanza? Io sì ma oggi voglio parlarvi di questa meravigliosa cosa.
Avevo già accennato sulla pagina facebook, ma oggi ci tengo a sboronare pure qui, sì perché le #bancarellablogger sono tornate alla riscossa! Tutto merito di Barbara Fiorio e il suo GSSP.
Il Gruppo di Supporto Scrittori Pigri è un laboratorio di scrittura online della durata di tre mesi, durante il quale i partecipanti lavorano a esercitazioni e romanzi su una piattaforma condivisa e protetta da password. È pensato per chi vuole mettersi alla prova con la scrittura narrativa, per chi cerca la propria voce o per chi ha semplicemente bisogno di una scusa per scrivere qualcosa ogni settimana.
Lei, convinta e consapevole, ha chiesto a noi #bancarellablogger di fare le giurate e quindi gioia e giubilo e tanta tanta riconoscenza a tutti. (Amanda prima o poi una statua la facciamo).

Con La Libridinosa abbiamo iniziato a guardare cos'è il GSSP, con La spacciatrice di libri invece abbiamo visto la gara degli incipit.
Oggi io vi parlerò del Forum:
Lo strumento più importante del GSSP è il forum.
Probabilmente, tra voi, ci sarà chi ha un buon livello di scrittura, chi invece parte dalle basi, chi ha già seguito corsi e laboratori, chi prova questa esperienza per la prima volta. Non storcete il naso e non scoraggiatevi: al contrario, posso assicurarvi che il confronto tra persone con capacità diverse offre insospettabili spunti di riflessione e rappresenta una grande ricchezza.
Sarete liberi di usare il forum come meglio crederete, e troverete indicazioni più specifiche all’interno del forum stesso.
Vi dico solo che:
1) se litigate con Tizio, Caio o Sbirulino perché vi ha detto che non gli piace quello che avete scritto, non ritengo stia a me dargli stilettate sulle nocche. Non gli è piaciuto, succede. L’importante è capire per quale motivo;
2) il forum è come una monarchia in cui la regnante galleggia nel proprio nirvana, spiluccando cioccolato e orsetti di gomma. Se ogni tanto ha la sensazione che qualcuno stia calpestando le aiuole per fare campagna elettorale o proselitismi di qualsivoglia fede o ideologia, è libera di trasformare certe grandi dichiarazioni in bolle di sapone. Per il resto: nirvana, cioccolato e orsetti di gomma;
3) ci saranno bolle di sapone anche per chi abusa dei puntini di sospensione, punti esclamativi e interrogativi e per chi usa troppe parole straniere. Abbiamo una lingua meravigliosa, impariamo a usare quella, intanto;
4) il forum non è visibile agli esterni perché è importante avere uno spazio dove poter postare esperimenti di scrittura tremendi senza che vengano associati al vostro nome, ed è per questo che ogni partecipante, al momento dell’iscrizione, sceglierà un nickname. Siate gentili, rispettate la privacy delle altre persone e limitatevi a pubblicare fuori dal forum solo quello che avete fatto voi. Però tenete a mente che, per quanto protetto, è comunque Internet;
5) se vi innamorate tra di voi e figliate, mi arrogo il diritto di decidere il nome del primogenito.

Io adoro Barbara, ihihih.

Le iscrizioni sono aperte sul sito www.scrittoripigri.com, dove si possono trovare anche molte altre informazioni.

Ci saranno due giurie:
La giuria popolare, costituita dalle persone che voteranno sulla pagina facebook a colpi di Mi piace;
La giuria professionale, formata da scrittori, editor, giornalisti, blogger letterari ed esperti di comunicazione, che sceglierà, a suo insindacabile giudizio, il testo a suo parere più interessante dal punto di vista narrativo.
Noi #bancarellablogger faremo parte di quest'ultima e siamo impazienti di leggere gli incipit!

Adesso vado a gongolare ancora un po' nell'attesa di adempiere al mio ruolo di giurata (professionale!) e vi do appuntamento il 18 agosto sul blog di Cristina, Leggere in silenzio.


lunedì 14 agosto 2017

Recensione "Una maschera sul cuore" di Simona Busto

Buongiorno a tutti, oggi vi parlo di questo libro, che ho fatto attendere tanto, chiedo ancora scusa.



Autrice: Simona Busto
Titolo: Una maschera sul cuore
Data di pubblicazione: 14 dicembre 2016
Pagine: 288

Trama:
Christian Lobianco è un giovane attore italo-americano che sta vedendo la propria carriera giungere a un prematuro tracollo. Per ovviare al problema accetta un ruolo impegnativo e drammatico, che potrebbe portarlo di nuovo sotto le luci della ribalta. Per spingerlo a entrare nel ruolo di un giovane operaio in tempo di crisi, il suo agente lo obbliga a recarsi a Milano, dove è meno facilmente riconoscibile, e rimboccarsi davvero le maniche nel reparto produttivo di una fabbrica.
Eva Castelli ha solo vent’anni, ma la vita l’ha già obbligata ad abbandonare qualsiasi sogno. Le resta una sola passione, quella per il canto, coltivata con fatica e sacrificio.
Entrambi indossano una maschera che cela sentimenti e aspirazioni. La passione che li infiamma sin dal primo sguardo minaccia di ridurre in cenere i travestimenti che li proteggono. 
Vale la pena scoprire il vero aspetto delle loro anime? Quando la maschera sarà svanita in una nuvola di fumo, scopriranno di potersi amare e o resteranno delusi dalle reciproche fragilità?
Nel grigio freddo della Milano invernale, due ragazzi impareranno a scoprirsi.

Pagina facebook dell'autrice: https://www.facebook.com/SimonaBustoAutrice/



Questo libro rientra nella categoria New Adult, che ogni tanto leggo con piacere. Ero quindi preparata a trovarmi di fronte a situazioni difficili e controverse. La sinossi inoltre è interessante, ho letto altro di simile.
Ho faticato a leggerlo. Come dicevo la trama mi ha incuriosito da subito ed è piacevole anche se presenta delle contraddizioni. Ad esempio Christian sembra aver vissuto in un'isola sperduta e non in America, oltretutto con un background di tutto rispetto. E poi, basta davvero solo cambiare tinta ai capelli? Se sei così famoso almeno un'impressione di riconoscimento la devi suscitare. 
Ma a questo si può soprassedere in fretta perché comunque è una lettura d'evasione e qualche licenza può prendersela.

Ho avuto tanti problemi con i personaggi. Non li ho trovati ben caratterizzati, non si capisce da cosa deriva la rabbia di Christian né l'abnegazione di Eva. E poi io odio i perfettini lagnosi, se leggete le mie recensioni lo sapete già.
 Eva è bellissima, ovviamente senza saperlo, piace a tutti, però non le manda a dire ma è anche remissiva. E' una figlia straordinaria, un'amica esemplare, una sorella unica, vado avanti? Secondo voi da 1 a 10 quanto l'ho odiata? Aggiungo anche che si lamenta in continuazione della sorte, i capi sono cattivissimi con lei, che ovviamente non sbaglia mai, anzi. Ah canta da dio e sul palco si trasforma, ma è timida e insicura.
Troppo confusa, troppo splendida in tutto, non è riuscita neanche a farmi pena.
Christian è ovviamente un adone, un po' stronzetto ma giusto, rabbioso ma sempre per colpa degli altri. Lui passa tutto il suo tempo a lamentarsi, davvero! Per la situazione, per la fidanzata, per l'agente, per Eva. E basta!
Ho avuto difficoltà anche con i personaggi secondari, tipo Federico (è impossibile che esistano persone così, direi per fortuna). Tutti con tratti contraddittori e mai approfonditi.

Per me entrare in sintonia con i protagonisti è fondamentale, forse per questo ho faticato così. Non ha aiutato lo stile dell'autrice che è molto corretto ma forzatamente ricercato, ne ha penalizzato la scorrevolezza.

Mi dispiace molto, io non sono proprio riuscita ad apprezzarlo, credo sia proprio una questione di gusto personale. Ha tutte le caratteristiche che io tollero poco.
Voto:



venerdì 11 agosto 2017

Recensione "Nyctophobia 2. Il cuore della notte" di Carlo Vicenzi

Buongiorno, tutti in vacanza? Io ci sono già stata e forse farò ancora qualche giorno, ma grazie alla programmazione dei post non chiuderò il blog.
Se ricordate qualche tempo fa ho partecipato al Blogtour del seguito di Nyctophobia di Carlo Vicenzi. (La recensione del primo qui, l'intervista all'autore qui.)
Oggi vi lascio il mio pensiero su questo particolarissimo libro.

Autore: Carlo Vicenzi
Titolo: Nyctophobia 2. Il cuore della notte
Editrice: Dunwich Edizioni
Data di pubblicazione: 3 luglio 2017
Pagine: 231
Serie: #2 Nyctophobia


Trama:
Sono passati anni da quando Eliana e la dottoressa hanno riportato la luce del sole. Ma il Buio, quell’entità viva e incomprensibile che aveva ridipinto il mondo a tinte abissali, ora è tornato e i suoi incubi sono a caccia.
Licia, la figlia adottiva di Eliana, bussa alla porta di Selene, l’unica ragazza che non ha paura di camminare sola durante la notte. Il Rifugio, la comunità fondata da Eliana nelle rovine di un vecchio castello, ha bisogno di lei e in fretta, perché il tramonto scende inesorabile e con esso torna l’Oscurità.



Cosa succederebbe se il Buio dovesse tornare? Cosa saresti disposto a fare, a sacrificare?
Aveva capito cosa stava succedendo. Lo sentiva dentro di sé, non nel midollo ma da qualche parte più in profondità. Il buio non era morto, l'Oscurità era tornata.
Dopo molti anni in cui il giorno si è alternato alla notte, una notte normale, il Buio, quell'entità a sé che sembra parli alle persone e spinga sulle coscienze, ha iniziato a farsi sentire e in maniera sempre più pressante e preoccupante. Licia (ve la ricordate nel finale del primo volume?) ha trovato Selene, una ragazza strana (si capirà poi il perché) e deve assolutamente tornare al Rifugio e tentare di salvare il mondo. Ma non sarà così semplice e soprattutto, sarà la scelta giusta?

Come per il precedente anche qui la nostra compagnia intraprende un viaggio, ma in questo caso, soprattutto all'inizio il tutto ha una connotazione molto più horror. La suspense è altissima, le creature ancora più raccapriccianti.

Ho provato ansia, tanta. Per mio gusto personale non impazzisco per l'horror e ho un pochino patito questo cambiamento. Ho faticato di più nella lettura, per questo sono stata meno veloce. Dovevo interrompermi per tirare il fiato.

Altro particolare che non mi è tanto piaciuto è la sensazione di sottofondo che ho provato. E' come se fosse tutto avvolto da una cappa di sconforto, mi sembrava di annegare.
Io credo che tutto ciò fosse voluto ma, anche qui per come sono io, per i miei gusti, l'ho trovato troppo pesante.
Detto questo sono però stata felicissima di averlo letto, anche se con molta calma e facendo diverse pause.
"Sta gridando, Licia", disse la ragazzina iniziando a singhiozzare. "Il Buio sta soffrendo."
Carlo Vicenzi scrive benissimo. Già nel primo mi aveva conquistata il suo stile e questa seconda lettura è stata una conferma, anzi secondo me è pure migliorato. E' elegante e ricercato senza essere retorico, ha una cura dei particolari per me fantastica. Descrive tutto il necessario senza esagerare.

Anche la caratterizzazione dei personaggi mi è piaciuta. Ho adorato Selene, un po' meno Licia. Ogni tanto la confondevo con Eliana, hanno diversi tratti comuni, ma per la madre adottiva ho avuto maggiore empatia. E poi qui c'è Abominio, un Cane Scricchiolante a cui non puoi non affezionarti.

La trama mi è piaciuta, alcune cose le ho intuite, altre sono state colpi di scena che mi hanno stupita. E' decisamente originale e non prevedibile. Ho apprezzato molto i vari interludi, gli stacchi temporali che hanno permesso di completare il quadro.
L'Oscurità non può essere uccisa, le aveva detto Barbara l'ultima notte del Rifugio.
Ma la cosa più straordinaria, di nuovo, è il finale. Ragazzi questo autore sì che li sa scrivere. Se per Nycto 1 avevo quasi le lacrime e non mi sarei aspettata un seguito mentre per questo lo esigo e ho ancora la mascella per terra. Anche se ripensandoci a freddo è più che perfetto!
Voto:



Cover Reveal "Devotion" di Estelle Hunt e Lidia Calvano


Oggi sveliamo la cover di Devotion, l'atteso nuovo romanzo che porta la firma a quattro mani di Estelle Hunt e Lidia Calvano. 
Le due talentuose autrici, dopo il successo ottenuto con Rehab, hanno ancora una volta unito le loro penne in una nuova, conturbante storia... 


Titolo: Devotion
Autrici: Estelle Hunt e Lidia Calvano
Grafica: Lovely Cover 
Data di uscita: Settembre 2017
Serie: Spin-off Rehab

TRAMA

C’era stato un tempo in cui tutto il mondo si riduceva a loro tre, i migliori amici mai esistiti sulla faccia della terra: Adam il ribelle, Ethan il generoso e Amber, la ragazza di cui entrambi si erano innamorati. Poi la vita aveva mescolato le carte, le strade si erano divise e Adam era rimasto escluso da tutto, dall’amicizia, dall’amore, dalla famiglia. 
Ora Adam sta tornando, per riprendersi quello che sente appartenergli di diritto. Ha reinventato la sua vita, è andato avanti grazie alla rabbia e all’ostinazione, partendo di nuovo dal nulla. È un uomo che non crede più in niente, che ha come unico punto fermo la passione mai sopita per quella ragazza dai capelli di fuoco. 
Ma il “ribelle” ha fatto i conti senza il suo vecchio amico, senza la donna in cui Amber si è trasformata e persino senza se stesso.
"Che cosa dobbiamo fare con lei?" avrebbe voluto chiedere all’amico saggio, al razionale, composto Ethan. In quel frangente, tuttavia, sapeva che la domanda corretta da porsi era: "Che cosa deciderà di fare lei, con noi?"
TEASER GRAFICO


IL ROMANZO
Devotion è uno spin-off di Rehab ma si può leggere autonomamente, in quanto riprende un personaggio secondario, Adam, ed è autoconclusivo. 

LE AUTRICI 
Estelle Hunt ha esordito nel 2015 con Emmeline, un romance storico, per poi pubblicare un contemporary romance nell'aprile del 2016, Ritrovarti ancora. La reciproca stima professionale e umana ha spinto l'autrice ad avviare un progetto a quattro mani con Lidia Calvano, che le ha portate a pubblicare nell'ottobre 2016 Rehab, un contemporary romance che ha ottenuto un notevole successo tra i lettori. 
Lidia Calvano ha pubblicato diversi romanzi brevi con la casa editrice Delos, prima di indirizzarsi verso il self-publishing. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La terza luna di Vegis, Le concubine del pianeta Zofar, La lezione del porcospino, Un puzzle a due pezzi. Nel gennaio 2017 pubblica RIP Rest In Peace, un contemporary romance con sfumature paranormal, e in aprile 2017 Devil's Twins, un thriller firmato insieme all'autrice Manuela Chiarottino.



giovedì 10 agosto 2017

Lettura di gruppo "Black Friars - Le soglie del buio" di Virginia De Winter - Capitoli 4-fine

Indovinate che giorno è? E' giovedììììììììììììììììììì e quindi Black Friars! Anche questa novella è giunta al termine quindi l'autrice dovrà sfornare qualcosa altrimenti come faremo?
In questi mesi di rilettura si è formato un bel gruppo e mi dispiacerebbe abbandonarlo, quindi restate sintonizzati a settembre ci inventeremo qualcosa.
Intanto oggi vi parlo della conclusione di questa novella, che tanto fa sospirare.


La presentazione la trovate qui;
La prima parte della novella qui.

Autrice: Virginia De Winter
Titolo: Black Friars. Le soglie del buio
Editore: Fazi (Lain)
Data di pubblicazione: 3 gennaio 2014
Pagine: 68
Serie: Black Friars #3.5

Trama:
Dopo la sconfitta del Presidio, la pace sembra tornata per le vie della Vecchia Capitale e nelle Nationes del Continente ma, quando la Principessa Sophia Blackmore intraprende un viaggio per Altieres, strane coincidenze le ricordano che altre insidie si muovono intorno a lei e la costringono a temere di nuovo per la propria sicurezza. Sogni e presagi la riportano ai giorni in cui forze oscure minacciavano la sua vita e le sorti del suo regno. Nella Vecchia Capitale, però, le vicende sembrano suggerire che, questa volta, il pericolo provenga dalla remota e selvaggia Nalvalle.


Premessa: Questo post contiene SPOILER! Non posso non raccontare cosa succede quindi se non siete ancora arrivati a questo punto fate attenzione.

Commento ai capitoli da 4 alla fine

In questa seconda parte della novella si fa conoscenza con Orleanne, la Capitale Meridionale. Dopo aver tanto sentito raccontare di Altieres ecco che Sophia finalmente può conoscere la terra di cui è sovrana. La scrittura descrittiva e poetica dell'autrice ci accompagna nell'esplorazione e sembra proprio di essere lì a sentire profumi, a vedere scorci.
Naturalmente anche in tutto questo esplorare il pensiero fisso della principessa rimane lo stesso.
"Al ritorno", disse lei. "Dormirai con me questa notte?".
Gabriel e Sophia passeggiano per la città e si bloccano davanti a una villa.
"Questa", disse Gabriel, fermandosi davanti a una villa che occupava un intero isolato. "E' la casa in cui viveva mia madre".
Sappiamo poco della donna, se non che non è stata amata dal marito e che è stata uccisa durante la rivolta. Ma la principessa ha appena compiuto un rituale chiedendo il favore del Signore delle Soglie e, essendo lei un po' demone e un po' dea, non può non avere conseguenze particolari, soprattutto se fatto in maniera approssimativa. Infatti la ragazza si è scordata di chiudere le porte del regno degli spiriti e quindi mentre è nella casa comincia ad avere delle visioni.
Ma finché vede il ricordo di Gabriel e sua madre non c'è problema, quello sorge quando scorge la figura di Madrina Marta. Ve la ricordate la prediletta del Signore dei Cimiteri? Cosa potrà mai essere per lei una cosuccia come la morte?
Non si può stare tranquilli un attimo, era tutto finito con la chiusura degli abitanti del Presidio e per colpa di una piccola distrazione ecco che gli spiriti tornano. I due ragazzi, aiutati da Jerome e Alexandria riescono a uscire dalla casa infestata e decidono di andare al Cimitero degli Spiriti, per chiudere le porte.
Un Cimitero degli Spiriti, le spiegarono, ospitava coloro i cui corpi non potevano ricevere tradizionale sepoltura.
Ma ci stiamo ricordando di chi stiamo parlando? La principessina demone/dea. Pure pasticciona e che rischia la vita anche solo a respirare. Infatti per non smentirsi appena arrivata al Cimitero ecco che appare uno spirito e lei scopre di essere oltre la Prima Soglia della Morte. Lo spirito risulta essere Jean, ve la ricordate vero? Lei e Lucius? La loro storia è stata accennata nei libri precedenti, mi piacerebbe molto saperne di più. Comunque Jean la mette in guardia da Madrina Marta e le fa anche una confidenza. Le riferisce questo:
"Lady Sophia, nel mio cammino verso questo luogo ho incontrato uno spirito che mi ha pregato di portarti un messaggio. Ha detto: 'Prenditi cura di mio figlio. La casa della mia infanzia spetta a lui. Anche se non ho fatto in tempo a dirglielo, il testamento è dietro lo specchio della mia stanza da letto'".
Il figlio in questione intanto ha patito l'inferno vedendo la sua amata come morta e mi ha fatto moltissima tenerezza. Il suo cuore dovrebbe essere allenato a questo tipo di colpi ma l'amore non sente ragioni.
L'epilogo torna a casa Vandemberg e butta qualche briciola su possibili nuove novelle o spin-off. A oggi non si hanno notizie in merito, ma una ragazza può sempre sognare, vero?



Ormai avrete capito quanto io ami questa serie. Mi piacerebbe leggerne ancora e ancora. E ancora.

Grazie a Virginia De Winter per avere creato questo mondo magnifico e per la sua magica penna.
Grazie a Alice  per avermi accompagnata in questo viaggio e averlo fatto così bene, puntuale, precisa.
Grazie a tutti quanti presenti nel gruppo facebook. Mi avete allietato e non poco le giornate. Ormai per me non è giovedì se non inizio con voi.
Grazie anche perché tramite questo progetto ho trovato nuove amiche, che sento quotidianamente e di cui parliamo di tutto.
Oggi sono grata, l'avrete capito. Ma bisogna anche dirlo quando succede, quindi grazie!