venerdì 19 gennaio 2018

Intervista con le vamp... blogger - #15 Le fragilità del cuore

Buongiorno! Puntualissime come l'influenza oggi che è il 19 torniamo io e Dolci del blog Le mie ossessioni librose con questa rubrica:


La rubrica ha cadenza mensile, il 19 e ogni mese risponderemo alle medesime domande, cambierà solo la lettura che potrete scegliere voi fra quelle proposte nel sondaggio in basso.



Dopo il super flop del mese passato questa volta sono partita tranquilla, con un'autrice che amo alla follia e che non mi delude quasi mai. 

Autrice: Susan Elizabeth Phillips
Titolo: Le fragilità del cuore
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 30 novembre 2017
Pagine: 309

Trama:
Annie Hewitt è un’attrice con poca fortuna, arrivata a Peregrine Island nel bel mezzo di una violenta tempesta di neve. Avvilita e al verde dopo aver speso tutti i risparmi per esaudire gli ultimi desideri della madre malata, non le rimane altro che una fastidiosa polmonite, due valigie rosse piene di burattini e un vecchio cottage, dove si nasconde una misteriosa eredità che potrebbe risollevare le sue finanze. Ma le giornate a Peregrine saranno tutt’altro che semplici per lei: destreggiandosi tra una vedova solitaria,
una bambina muta e degli isolani ficcanaso, Annie scoprirà di essere impreparata ad affrontare la vita su quell’isola così fredda, selvaggia e inospitale. A complicare il tutto, l’inaspettato incontro con Theo Harp, l’uomo che le aveva spezzato il cuore quando entrambi erano solo adolescenti, diventato oggi uno
scrittore solitario di romanzi horror. Ma quell’uomo sarà ancora temibile come lei ricorda o sarà una persona nuova? Intrappolati insieme in un’isola innevata al largo della costa del Maine, Annie non
potrà più scappare dal passato e dovrà decidere se dare ascolto alla sua testa oppure al suo cuore...
Ironia, passione e mistero per una storia emozionante e ricca di sorprese.

L'intervista

mercoledì 17 gennaio 2018

Recensione "Ti chiamo sul fisso" di Rainbow Rowell

Autrice: Rainbow Rowell
Titolo: Ti chiamo sul fisso
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 7 novembre 2017
Pagine: 352

Trama:
Se ti capitasse una seconda possibilità in amore, faresti di nuovo la stessa scelta? 
Se si parla di macchine del tempo, un semplice telefono non sembrerebbe il modo più sofisticato di viaggiare nel passato… Eppure quando Georgie, madre di due bambini e autrice televisiva perennemente sotto stress, mette piede nella casa della sua infanzia, e in un momento di nostalgia alza la cornetta del vecchio telefono fisso - un vero reperto archeologico -, improvvisamente è trasportata a quindici anni prima. Non nel senso che può vedere il suo passato. Ma nel senso che può… telefonargli. Sperando che il passato risponda. Sperando che Neal, quello che oggi è suo marito e allora stava per diventare il suo fidanzato, risponda…
Perché se c'è una cosa che Georgie cambierebbe della sua vita è il modo in cui il suo matrimonio si è pian piano spento, fino a ridursi a quello che è oggi. Forse parlando al telefono con il Neal di ieri potrà rimediare a cose che oggi sembrano irrimediabili. Forse quello stupido telefono, così antiquato da essere ancora attaccato a un filo, può davvero darle una mano… 
Con l'ironia e la freschezza cui ci ha abituati con Eleanor & Park, bestseller mondiale che ha battuto ogni record di permanenza in classifica, una delle autrici più amate d'America torna a raccontare una storia di sentimenti che a fasi alterne vi farà ridere e vi spezzerà il cuore. E vi insegnerà molto sul destino, sul tempo e sul vero amore.


Amo questa autrice, appena esce qualcosa di suo in italiano io mi ci butto subito. L'ho adorata sia nel genere young che in quello adult. Mi è piaciuto un po' meno il libro fantasy (Carry on) ma ho comunque sempre apprezzato la sua penna.
Cosa è successo qui? Ranbow cosa mi hai combinato?



Ho faticato tantissimo a leggere questo libro, proprio per lo stile. Mi sono annoiata. E più leggevo più ci rimanevo male perché non mi sembrava neanche lei.

L'argomento non è semplice e forse non apprezzabile da tutti, ma da me sì! Io sono sposata da 14 anni, ho due figli, lavoro, seguo il tran tran quotidiano! Io posso capire benissimo tutto ciò che la routine può portare, nel bene e nel male! Chiunque condivida la vita con un'altra persona da un po' di tempo può identificarsi in questa storia, io l'avrei fatto, se avesse fatto breccia.
Il problema è che non l'ha fatto.
A ventitré anni non te ne rendi conto.
Non ti rendi conto di cosa significhi entrare nella vita di un’altra persona e restarci. Non capisci in quanti modi finirete per attorcigliarvi l’uno all’altra, per fondervi pelle contro pelle. Non conosci l’effetto che vi farà l’idea di separarvi dopo cinque, dieci, quindici anni. Pensare al divorzio adesso, per Georgie equivaleva a immaginare lei e Neal distesi fianco a fianco su due tavoli operatori e circondati da un’équipe di medici intenti a districare il loro apparato vascolare.
Ma a ventitré anni non se ne rendeva conto.
Georgie è moglie e madre ma è soprattutto concentrata sul suo lavoro, che viene sempre prima di tutto. Suo marito Neal, dopo il suo ultimo imprevisto lavorativo, decide di partire lo stesso per la vacanza programmata, a casa della sua famiglia di origine, con le figlie e senza di lei. Georgie va in crisi e grazie a un telefono "magico" che sembra farla parlare con il Neal del passato, riflette sul suo matrimonio e sulla sua vita.

Io adoro i libri che fanno riflettere, soprattutto quando nell'argomento posso identificarmi. Il potenziale di questo libro poi è grandissimo: si parla di famiglia, di rapporto di coppia, di amicizia, di gelosia, insomma è ricco di spunti e personaggi teoricamente interessanti.

Da parte mia non c'è stato feeling. Non ho provato né empatia ma neanche un minimo di simpatia per Georgia. Una lagnosa che vuole tutto e subito senza rinunce, una persona che non sa cosa vuol dire la parola compromesso. Mi stupisco che il suo matrimonio sia durato tanto. Ma non ho parteggiato neanche per Neal, che rinuncia ai suoi sogni (che non ha mai avuto fra l'altro) per la famiglia ma poi rinfaccia. Non a parole certo, ma con i fatti. Un uomo insicuro e chiuso, che non riesce né a dire né a far capire cosa vuole, cosa pensa. Di solito i personaggi imperfetti li preferisco, questi però non li ho trovati tali, né reali, ma soltanto freddi. Insomma non sono riusciti a farmi appassionare alla loro storia.
L'unico che in qualche modo ha fatto breccia è Heather, la sorella di Georgie, anche se poi non viene ben sviluppato.

Lo stile è stato proprio il colpo di grazia. Mentre Fangirl l'ho divorato in un giorno, imponendomi di rallentare per cogliere bene ogni cosa, questo me lo sono trascinata per oltre un mese, ne leggevo un pochino ogni tanto, dovendo riprendere spesso quello già letto perché è stata una distrazione unica. Ho dubitato sul serio che fosse la stessa autrice, ho avuto più volte voglia di mollarlo.
Georgie era convinta che mettere al mondo dei figli fosse il peggior colpo che si potesse infliggere a un matrimonio. Si sopravvive, certo. Come a volte si sopravvive al crollo di un masso sopra la testa… ma tanto bene non fa di certo.
I figli assorbono una quantità inimmaginabile di tempo e di energia. E hanno sempre la precedenza. Hanno diritto di prelazione su tutto ciò che hai da offrire.
La fine un po' si riprende anche se mi aspettavo un finale aperto (lei è la regina di questo) e non è stato così, ma quello alla fin fine mi è piaciuto.

La delusione di questo libro è stata grande, forse anche perché le aspettative erano alte. Mi è proprio dispiaciuto.
Voto:


lunedì 15 gennaio 2018

Recensione "Il cammeo di ossidiana" di Virginia De Winter

Autrice: Virginia De Winter
Titolo: Il cammeo di ossidiana
Editore: HarperCollins (eLit)
Data di pubblicazione: 29 febbraio 2016
Pagine: 245

Trama:
Londra, fine 1800 - Raven Armitage non si dà pace per la morte improvvisa dell'amata sorella Elizabeth ed è disposto a tutto pur di venire a capo del mistero che l'avvolge, dunque anche a carpire i segreti di Sebastian Fane, l'uomo che avrebbe dovuto sposarla, oltre che il più affascinante libertino del ton dopo Dorian Gray. Il loro primo incontro, sul selciato umido di una strada di Mayfair, non sembra nascere sotto i migliori auspici, e neppure quelli successivi, che culminano in un duello tra i brumosi prati di Battersea. Miracolosamente usciti quasi indenni dallo scontro, Raven e Sebastian capiscono che il destino ha legato le loro esistenze. Scoprono così la passione dopo la violenza, il tocco caldo sulla pelle dopo il gelo della voce, i segreti celati dietro un battito di ciglia e la dolcezza di un sorriso fatto per sedurre. Ma il tempo dell'amore dovrà aspettare perché le ricerche sull'inspiegabile morte di Elizabeth, che ruota intorno a un elegante cammeo di ossidiana, fa compiere loro un pericoloso viaggio nelle più oscure perversioni dell'animo umano...


Londra vittoriana. Due parole che di solito mi fanno fuggire a gambe levate. Non amo particolarmente gli storici, faccio proprio fatica ad appassionarmi a quelle ambientazioni. A un baciamano fatto all'aria sopra la mano, dal quale si intravede un sensuale pezzo di pelle tra il polsino e il guanto io preferisco il maschio alfa di turno che sbatte al muro e dice parolacce. Però ho anche io la mia Kryptonite e quando Virginia De Winter pubblica qualcosa io lo compro. Punto. Infatti di questo libro ho pure la prima versione, quella self.
Comprato subito, però poi ho esitato, spaventata appunto dall'ambientazione storica. Ma una serie di cose, tra cui la voglia di una lettura condivisa e qualche critica non condivisa, mi ha spinto a cominciarlo. E ora credo che rivedrò la mia posizione sui libri storici.

sabato 13 gennaio 2018

Cosa vuoi che ti dica... #8

Buon sabato, torna oggi dopo la pausa natalizia questa rubrica nata in collaborazione con Dolci Le mie ossessioni librose, Chicca Librintavola e Erica Libri al caffè.


La rubrica avrà cadenza bisettimanale e vi verrà consigliato un libro dell'argomento scelto da voi tramite sondaggio, qui a destra sul blog e in pagina facebook.



L'argomento che ha vinto il sondaggio è:

venerdì 12 gennaio 2018

5 cose che... 5 libri che vorrei leggere nel 2018

Buongiorno! Oggi è venerdì e riprendo questa rubrica che adoro


Ideata da Twins books lovers ogni settimana viene scelto un argomento e si devono indicare le varie preferenze.

L'argomento di oggi è:            libri che vorrei leggere nel 2018

Di nuovo limitare la scelta solo a 5 è stata dura, questi sono i primi che mi sono venuti in mente.

Pronti? Via!

giovedì 11 gennaio 2018

Recensione "Dimmi che ci sei" di Kristen Ashley

Autrice: Kristen Ashley
Titolo: Dimmi che ci sei
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 10 dicembre 2017
Pagine: 409
Serie: #2 Rock Chick Series

Trama: 
Jet McAlister ha un segreto che non è disposta a condividere con nessuno. Nonostante le sue stranezze, Eddie Chavez la trova mostruosamente sexy (per la verità anche lui non è niente male), ma Jet ha davvero troppi problemi per rendersi conto del suo interesse. Quando, però, Jet si ritrova in un vicolo con un coltello puntato alla gola dopo una notte passata in uno strip club, Eddie perde la pazienza: perché diavolo non si lascia aiutare? Lui è un poliziotto, potrebbe rendersi utile se solo la ragazza si decidesse a parlare. Ma Jet è testarda, senza contare che di norma è lei quella che risolve i problemi agli altri, e non viceversa. Ed è proprio per tirare fuori dai guai un’altra persona che Jet è finita in una situazione estremamente pericolosa. Tanto che se Eddie provasse a salvarla, non farebbe altro che mettere in gioco la vita della donna che ama.


martedì 9 gennaio 2018

Recensione "Il lato positivo" di Matthew Quick

Buongiorno, oggi vi parlo di questo libro, che ho acquistato a febbraio 2015 (amazon non mente) e finalmente sono riuscita a leggere. I buoni propositi per il momento resistono.

Autore: Matthew Quick
Titolo: Il lato positivo
Editore: Salani
Data di pubblicazione (riedizione): 21 febbraio 2013
Pagine: 290

Trama:
Pat Peoples è convinto che la sua vita sia un film prodotto da Dio. La sua missione: diventare fisicamente tonico ed emotivamente stabile. L’inevitabile happy end: il ricongiungimento con la moglie Nikki. Questo ha elaborato Pat durante il periodo nel ‘postaccio’, la clinica psichiatrica dove ha trascorso un tempo che non ricorda, ma che deve essere stato piuttosto lungo... Infatti, ora che è tornato a casa, molte cose sembrano cambiate: i suoi vecchi amici sono tutti sposati, gli Eagles di Philadelphia hanno un nuovo stadio ma, soprattutto, nessuno gli parla più di Nikki, e anche le foto del loro matrimonio sono scomparse dal salotto. Dov’è finita Nikki? Come poterla contattare, chiedere scusa per le cose terribili che le ha detto l’ultima volta che l’ha vista? E come riempire quel buco nero tra la litigata con lei e il ricovero nel postaccio? E, in particolare, qual è la verità? Quella che ti fa soffrire fino a diventare pazzo, o quella di un adorabile ex depresso affetto da amnesie ma colmo di coraggiosa positività? Pat guarda il suo mondo con sguardo incantato, cogliendone solo il bello, e anche se tutto è confuso, trabocca di squinternato ottimismo, fino all’imprevedibile finale. Il libro da cui è stato tratto il film rivelazione del 2012.


La mente umana a volte innesca dei meccanismi per proteggersi. È successo così a Pat, ha resettato gli ultimi anni trascorsi nel postaccio, una clinica per problemi mentali, ma soprattutto ha rimosso i fatti che l'hanno condotto lì.