giovedì 20 luglio 2017

Recensione "Black Friars. L'Ordine della Croce" di Virginia De Winter

Buongiorno, è giovedììììììììììììììììì!
Sono ancora un po' scombussolata dal vortice di Pontremoli ma non potevo saltare l'appuntamento settimanale con Black Friars.
Ormai sapete già tutti del mio amore per questa serie, e anche della rilettura di gruppo fatta in collaborazione con Alice del blog New adult Italia. Ebbene sì, siamo giunte al termine anche di questo ultimo libro e oggi vi lascio il mio pensiero.

Autrice: Virginia De Winter
Titolo: Black Friars. L'ordine della Croce
Editore: Fazi Editore (Lain)
Data di pubblicazione: 11 luglio 2013
Pagine: 517

Trama:
La leggenda vuole che, quando anche il Settimo Cavaliere dell’Ordine della Croce si sarà risvegliato, avrà il compito di chiudere le porte di questo mondo perché sarà ormai distrutto dal male.
La Vecchia Capitale non ha pace. Scossa dai tumulti del Presidio, avvelenata dai malefici di Belladore de Lanchale, l’antica città dovrà ora affrontare un nemico senza eguali. L’ultima erede della dinastia Blackmore, garante della tregua con le creature del Presidio, è stata ritrovata, ma le malvagie entità accetteranno che sia proprio la giovane Sophia a custodire un armistizio suggellato dalla sua antenata migliaia di anni prima? Le forze del male hanno destato dal suo riposo l’Ordine della Croce e i cavalieri sono pronti a imbracciare le mitologiche spade per difendere il genere umano dalla minaccia delle nebbie demoniache. Intanto, ancora ignara del pericolo, Eloise Weiss è alle prese con il misterioso ritrovamento dello scheletro di uno studente dell’Università. Questa volta i suoi poteri di Evocatrice sono vani, ma grazie alle sole conoscenze mediche giunge a una verità inquietante: le ossa rinvenute sono le chiavi di uno scrigno che sigilla i segreti più oscuri della Vecchia Capitale, segreti di personaggi potenti disposti a tutto perché non siano svelati. Eppure, come in un labirinto di delitti e apparizioni dal passato, ogni filo di questa storia passionale e avvincente sembra destinato a ricongiungersi. Virginia de Winter chiude la serie culto Black Friars con una giostra di rocambolesche avventure cappa e spada, di potenti cavalieri e coraggiose eroine che rischieranno tutto per compiere il loro destino.

Recensione L'Ordine della Spada.
Recensione L'Ordine della Chiave.
Recensione L'Ordine della Penna.


Posso piangere? Sì perché è questa la sensazione che mi è rimasta girando l'ultima pagina. Non perché il finale sia tragico ma perché è finito. Già mi manca e ricomincerei da capo.
Questo è il libro conclusivo della serie, tutti i nodi vengono al pettine, tutte le questioni hanno un chiarimento.
L'ho trovato molto più tecnico e ricco di spiegazioni rispetto ai precedenti. Le descrizioni di luoghi e caratteri sono meno presenti, in favore di un aspetto più chiarificatore. Il termine che mi viene in mente per primo è politico, in quanto i sotterfugi vengono svelati e ci sono molte cose da capire.
Ma non è così diverso dai precedenti, non mancano le cose per me così fondamentali: ironia, passioni, mistero e quell'atmosferica gotica che tanto mi ha conquistata.
Come avrete già potuto constatare non sono così precisa nel definire un libro appartenente a un genere piuttosto che a un altro, ma qui c'è proprio un po' di tutto, dal fantasy al romance allo storico, c'è pure la parte mystery!
Virginia De Winter per me è un mistero, di solito io non reggo le descrizioni minuziose, le frasi troppo lunghe e complicate, le pagine e pagine di caratteristiche soprattutto di luoghi. Ma fin dalla prima volta che la lessi mi sono innamorata, adoro il suo stile. E' elegante, poetica, evocativa. Ha un dono, ti catapulta nella storia, ti fa vivere insieme agli attori tutte le avventure.
E vogliamo parlare della caratterizzazione dei personaggi? In pochissimi casi l'ho trovata così accurata, precisa, anche con quelli secondari o poco presenti. Vorrei leggere ancora pagine e pagine su di loro, mi piacerebbe tanto avere qualche spin-off, qualche novella, qualche altra scena tagliata, la lista della spesa... Sono sicura che in tanti saranno d'accordo con me.
Ricapitolando: ho apprezzato la storia, ha una sua conclusione, amo tantissimo lo stile dell'autrice, per i personaggi potrei scriverci un libro intero di apprezzamenti, cosa manca? Ah sì. Finalmente una gioia per Axel. E già per questo bisogna leggerlo.
Vi ho parlato poco del libro in sé ma ho già ampiamente esposto le mie considerazioni nei vari post del gruppo di lettura (Capitoli da 1 a 7 qui; Capitoli da 8 a 14 qui; Capitoli da 15 a 21 qui; Capitoli da 22 a 28 qui; Capitoli da 29 a 35 qui; Capitoli da 36 a 42 qui; Capitoli da 43 a 49 qui; Capitoli da 50 a fine qui).
Vi consiglio dal profondo la lettura di questa serie, merita veramente, io la rileggo sempre con tanto piacere e ogni volta scopro particolari nuovi e ritrovo sensazioni che auguro a tutti di provare. Grazie Virginia per avere creato la Vecchia Capitale, grazie soprattutto per Axel, per tutto. Leggete Black Friars, merita!
Voto:

Non pensate che il gruppo di lettura sia finito, dalla prossima settimana ci butteremo sulla novella Le soglie del buio (gratis in questi giorni, approfittatene!), quindi al prossimo giovedì!


mercoledì 19 luglio 2017

Premio Bancarella - Le graforecensioni

Buon pomeriggio a tutti, oggi torno di nuovo in veste di #bancarellablogger. Come ormai saprete bene ho avuto l'onore di far parte del team di blogger che ha seguito l'evento e la scorsa domenica ero a Pontremoli per la serata della premiazione. Vi racconterò tutto presto, le emozioni sono state fortissime, è stata un'esperienza meravigliosa, fra le più intense che io abbia mai vissuto.
Oggi però voglio parlarvi di Alberto Zuccalà e delle sue Graforecensioni.
Io sono completamente incapace a disegnare, ma non riesco neanche a fare cosine semplici o stilizzate. I bambini dell'asilo fanno un lavoro migliore del mio, non sono solo negata molto di più!
Quindi quando guardo queste cose rimango a bocca aperta, perché per me è incredibile.
Alberto è bravissimo a disegnare ma anche a catturare l'essenza del libro stesso, io vi consiglio proprio di seguirlo, rimarrete ammirati come me. (Pagina facebook)


Alberto ha graforecensito anche i sei libri finalisti del Premio Bancarella 2017. Cliccando sotto la cover del libro rimanda al video su facebook.

































Bravissimo Alberto, le adoro! E a voi piacciono? 


Intervista con le vamp... blogger - #9 Il giardino delle farfalle

Buongiorno! Oggi è il 19 e come di consueto torna la rubrica fatta insieme a Dolci.




La rubrica ha cadenza mensile, il 19 e ogni mese risponderemo alle medesime domande, cambierà solo la lettura che potrete scegliere voi fra quelle proposte nel sondaggio in basso.

Questo mese ha vinto un libro che non avevo voglia di leggere, lo ammetto. L'aveva proposto la mia socia ma speravo proprio non uscisse. Ho iniziato a leggerlo per tempo e svogliata, ma devo dire che in due giorni l'ho finito, non riuscivo a staccarmi. Vi ringrazio quindi per la votazione precedente, senza di voi non l'avrei letto e ora lo sto consigliando al mondo.

Autrice: Dot Hutchison 
Titolo: Il giardino delle farfalle
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 15 giugno 2017
Pagine: 334

Trama:
Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e... una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze... Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere...


L'intervista


D. A quale genere appartiene il libro?
R. E' un thriller e per una volta sono d'accordo con la fascetta, Un grande Thriller, di quelli con la T maiuscola.

D.Cosa pensi dei protagonisti?
R. Maya è ambigua e io l'ho amata da subito, tanto. Mi è piaciuta proprio per questo suo carattere confuso, non rientra nei canoni classici delle vittime, non si capisce bene se lo è oppure se invece sia una complice. Questa è la particolarità principale.
Il giardiniere è un sociopatico, di quelli che fanno più paura. 

D.Personaggio preferito?
R. Maya. L'ho adorata, mi ha conquistata subito. Sembra sempre nascondere qualcosa ma il suo essere così dura, quasi fredda mi è piaciuto, molto. E poi Felicia, una farfalla, adoro il suo caratterino!

D. Personaggio più odiato?
R. L'imbarazzo della scelta. Il Giardiniere ovviamente è il male, ma ho provato più paura che odio nei suoi confronti. L'odio sicuramente c'è stato per Avery, così come per Lorraine. Persone malate, in qualche modo anche vittime, ma che si sono trasformate in bulli, agendo con cattiveria. Nessuna pietà per loro.

D. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?
R. Angoscia, inquietudine, ansia. Dovevo sapere, dovevo finirlo. Ho avuto per tutto il tempo un nodo allo stomaco.


D. Punti di forza?
R. Il personaggio di Maya senza dubbio. Si capisce che mi è piaciuta? Poi il fatto che venga raccontato piano piano, a situazione conclusa. Infatti si svolge in un interrogatorio dove Maya racconta la sua storia ma quasi a singhiozzi. Ti lascia con una suspense incredibile. L'idea poi del giardino con le farfalle è agghiacciante ma originale.

D. Punti deboli?
R. L'unica cosa che non mi è piaciuta è un particolare nel finale. Non posso proprio dirlo, ma secondo me è esagerato, la coincidenza è troppa.

D. Come hai trovato lo stile del/della scrittore/scrittrice?
R. Accattivante. Non riuscivo a staccarmi. Ha saputo creare la giusta suspense.

D. E' facile entrare in empatia con il/la protagonista?
R. Io sì da subito con Maya. Con il Giardiniere per fortuna no, ma ha una sua coerenza.

D. Quale aggettivo lo descrive meglio?
R.  Agghiacciante, inquietante. 

D. Frase preferita?
R.  La bellezza perde il suo significato quando ce n'è troppa che ti circonda.

D. A chi lo consigli?
R. A chi vuole leggere un bel thriller, molto accattivante. Se non si lascia impressionare facilmente.

D. Quante stelline gli dai?
R. 4.5. Mi è piaciuto tantissimo. L'unica pecca è quella cosa sul finale, altrimenti sarebbe perfetto.

E adesso vi lascio il sondaggio per la scelta della prossima lettura, votate bene mi raccomando, sono sempre pronta a cambiare opinioni sulle aspettative. 

Chissà se a Dolci questo libro sarà piaciuto tanto quanto a me! Il suo post lo trovate qui.

Vi dico ancora grazie per averlo votato, non l'avrei letto altrimenti. E mi ha travolta, per finirlo ho letto fino a tarda notte, non riuscivo a staccarmi. Vi ho incuriosito? Lo leggerete? Come sempre se avete qualche domanda che secondo voi deve essere presente, lasciatemi detto nei commenti.




Aspetto i commenti e i voti!


martedì 18 luglio 2017

Review Party "Schegge di ricordi" di Monica Lombardi

Oggi è il grande giorno, finalmente esce questo libro, che io ho avuto il privilegio di leggere in anteprima e di cui vi lascio il mio pensiero.


Abbiamo accompagnato l'uscita di questo romanzo tanto atteso con un blogtour, io ho intervistato Monica, se volete vedere il post lo trovate qui.

Autrice: Monica Lombardi
Titolo: Schegge di ricordi
Editore: Amazon Publishing
Data di pubblicazione: 18 luglio 2017
Pagine: 366
Serie: #2 Schegge

Trama:
È sopravvissuta. Ora vuole ricominciare a vivere.
Due donne, due amiche, Giulia e Livia, rapite una sera di novembre. Quando tornano alla loro vita, niente è più come prima. Livia, quella che è stata più a contatto con il mostro, di notte sogna la sua prigionia e di giorno non riesce a scrollarsi di dosso la sensazione che lui tornerà. E infatti il mostro si avvicina, più folle e spietato che mai. Con un solo obiettivo: insinuarsi per sempre nella mente di Livia.
Il commissario Claudio Sereni, a sua volta vittima di un insolito incidente di cui non ha memoria, dovrà riprendere le fila del caso del rapimento delle due amiche rimasto irrisolto. Attorno a lui orbitano il collega Emilio Arco e la sensitiva Ilaria Benni. Dovrà muoversi con decisione per stanare il mostro e allo stesso tempo con delicatezza per non spezzare la fragile corazza che Livia ha costruito intorno a sé, ai suoi ricordi e ai suoi sentimenti.
Con Schegge di ricordi Monica Lombardi torna a scavare nelle voragini della mente umana, in un thriller psicologico degno dei maestri del genere.



Che bello finalmente ho potuto leggere la storia di Livia! Vi assicuro che non vedevo l'ora. Schegge di verità ha avuto una sua conclusione ma mi ha instillato lo stesso il germe della curiosità nel finale. Quando poi Monica ha letto il prologo in occasione della mia giornata a Milano con lei, qui il post, il bisogno di sapere è schizzato alle stelle, aiutato anche dal blog tour.
Questa premessa per dirvi che nel momento in cui ho avuto il libro fra le mani l'ho iniziato e divorato.
Schegge di ricordi mi è piaciuto tantissimo, ancora più del primo. Non riuscivo a staccarmi dalla storia e in un lampo l'ho finito.
Aveva visto il mostro, aveva subìto il mostro. Ed era sopravvissuta.
Livia è una donna distrutta. Dopo tutto quello che ha passato ha paura di non riuscire più a vivere, si limita a sopravvivere giorno per giorno. Non riesce neppure a farsi aiutare, il suo rapporto con Giulia è incrinato, capisce il bisogno dell'amica di starle vicina ma non ce la fa proprio a gestire le emozioni che la travolgono. Cerca di tenersi impegnata, relega tutto ciò che prova in un angolo della mente, ha paura di rompersi e di esplodere. Non dorme, mangia a stento, sembra un fantasma. 
Non aiuta il fatto che uno dei rapitori sia riuscito a scappare e sembra che voglia ancora entrare nella sua vita. 
Ma Livia anche se non lo sa è forte e, aiutata dal commissario Claudio Sereni, riuscirà a scoprire di riuscire ancora a vivere e ad affrontare il mostro, sia quello fisico che sembra voglia di nuovo lei, che quello composto dai ricordi, che come schegge impazzite pretendono visibilità.
"Ho bisogno dei suoi ricordi, Livia" ammise. "Mi spiace. Per lei." Riunì le mani, incrociando le dita. "I miei ricordi non sono disponibili."
Prima di cominciare la lettura avevo un po' di timore per il personaggio di Livia. Sapendo già cosa le è capitato sapevo di trovare una donna spezzata, distrutta ma temevo che si piangesse addosso, ne avrebbe avuto tutti i motivi. Solo che io non sopporto quelli che si lamentano sempre e solo e non fanno nulla. Il personaggio di Livia potrebbe essere così, non mi sentirei di biasimarla se si autocommiserasse, ma la mia soglia di sopportazione rimarrebbe comunque bassa.
La tregua era finita. Il mostro era tornato.
Monica è una grandissima autrice, è riuscita a rendere reale e credibile Livia, la troviamo ammaccata, spezzata, proprio un fantasma, ma non è assolutamente una lagna. Io l'ho amata da subito, avrei voluto abbracciarla e scrollarla, e si capisce perfettamente ciò che prova. Si vivono le emozioni con lei, si soffre e si spera insieme. Ha saputo conquistarmi.
Ho adorato anche Claudio, un uomo burbero e tutto d'un pezzo. Impossibile non innamorarsi un po' di lui, è l'eroe che tutte noi vorremmo.
Ma secondo me il personaggio meglio caratterizzato è Mario, il mostro. E' vero che ho un debole per i cattivi, ma in questo caso mi sento obiettiva a dire che la caratterizzazione di questa persona psicotica è magistrale. Sono proprio entrata nella sua testa, capivo i suoi assurdi ragionamenti, è stato agghiacciante.
La trama è avvincente, c'è suspense in grandi quantità e ovviamente tanta azione, non può mancare. Fa davvero stare col fiato sospeso e il colpo di scena finale è geniale.
Ovviamente non manca il sentimento, mi è piaciuto anche il fatto che non sia esagerato, non sarebbe stato credibile altrimenti.

Mi sono dilungata un po' ma ci tenevo a farvi capire che questo libro merita davvero di essere letto, c'è azione, amicizia, amore, suspense, psicologia. Una storia che coinvolge, un'autrice che adoro sempre di più e che ogni volta riesce a conquistarmi.
Voto: 


lunedì 17 luglio 2017

Recensione "Da domani mi alzo presto" di Simona Toma

Autrice: Simona Toma
Titolo: Da domani mi alzo presto
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 9 maggio 2017
Pagine: 239

Trama:
Milano era per me quell'attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo… E poi, all'improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.» Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L'ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l'abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l'altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l'inarrestabile cugina Giulia - l'unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l'ex marito - e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell'uomo schivo e dai modi un po' formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.


Che ridere. Bisogna dirlo, leggendo questo libro si ride, pure tanto. Già dal prologo ho capito che avrei avuto male alle mascelle, perché è ironia pura. (Se lo volete leggere potete trovarlo qui).
Lo so che l'inattività fisica, insieme al fumo, alcol e cattiva alimentazione sono la prima causa dell'insorgenza di tutta una serie di catastrofi sanitarie e io, modestamente, indulgo con piacere in tutti e quattro questi cattivi costumi, ma credo che fare sport sia contro natura. Se Dio ci avesse voluto più sportivi, non avrebbe inventato i divani e le serie tivù.
Ho letto questo libro dietro consiglio di un'amica che mi conosce bene, non avevo idea né del libro né dell'autrice, né avevo presente come fosse o di cosa parlasse. Ora posso dirlo: grazie Laura, davvero.
La storia parla di Michela, trentasei anni quasi trentasette, che nel medesimo giorno perde lavoro e fidanzato e quindi da Milano torna a Piccola Città, il paese di origine nel Sud. Torna proprio da mamma e papà, alla sua cameretta di quando era ragazza e si piange addosso. Non fa altro.
Basta storie, basta pensieri. D'ora in poi mi congelo i sentimenti, non voglio più sentire niente, castrazione emotiva totale: l'indifferenza è il sentimento del futuro, l'unica cosa che mi concederò di provare.
Devo ammettere con voi che io non sopporto tanto chi si autocommisera, le persone depresse che si sentono il mondo addosso e non fanno nulla per cambiare la situazione. Ma Simona Toma è talmente brava a scrivere che sono riuscita a entrare da subito in sintonia con Michela e a capirla perfettamente.
La società di oggi porta noi generazione di quasi quarantenni a voler a tutti i costi arrivare, accettando però qualunque tipo di compromesso, soprattutto in ambito lavorativo; ti fa perdere di vista i tuoi obiettivi, le tue aspirazioni, i tuoi desideri. Sempre di fretta, sempre in ritardo, mai contenti. Questo senso di insoddisfazione collettiva e nel contempo la mancanza di coraggio per distinguersi dalla massa è quello che mi è rimasto a fine lettura.
"Lo devi mollare, questo paracadute, perché è vero che ti impedisce di cadere, ma ti impedisce anche di volare".
E mi direte voi, dove sta la risata? E qui sta il genio dell'autrice. Perché mentre si legge il libro si ha l'impressione di avere fra le mani una storia leggera, con parti quasi comiche. Ma nello stesso momento in cui ti tieni la pancia per l'ennesima battuta di Giulia ti trovi pure a riflettere su tante cose, complice anche una bambina troppo matura. Le parti del diario di Aurora mi hanno quasi commossa.
L'unico appunto che mi viene da fare è sul finale. Ne ho adorato l'evolversi della storia  ma avrei preferito qualche pagina in più.
Come al solito non vi ho detto nulla della trama, ma fidatevi di me, vale proprio la pena leggere questo libro, io ora cercherò altro di questa autrice.
Voto:


venerdì 14 luglio 2017

Recensione "Quando tutto il mondo dorme" di J.A,Rock, Lisa Henry

Autrici: J.A. Rock e Lisa Henry
Titolo: Quando tutto il mondo dorme
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 28 aprile 2017
Pagine: 535

Trama:
Daniel Whitlock è terrorizzato all’idea di addormentarsi. E non senza motivo: è sonnambulo, e non ha coscienza o memoria delle proprie azioni. Incluso l’aver incendiato la casa di Kenny Cooper, con lui dentro, dopo che Kenny lo ha pestato brutalmente solo perché gay. Tornato nella piccola cittadina di Logan dopo aver scontato la sua pena in carcere, Daniel si isola in una casa nel bosco e ogni sera si incatena al letto.
Come gli altri abitanti di Logan, il poliziotto Joe Belman non crede all’assurda linea difensiva di Daniel. Ma dopo averlo salvato da un incendio di rappresaglia, scopre che il giovane potrebbe non essere quello che tutti pensano, ovvero un assassino, un bugiardo, un pazzo drogato. Bel si impegna a tenere sotto controllo Daniel ogni notte, per il bene della popolazione. Lo trova affascinante, ma cerca di ignorare questi sentimenti. 
Eppure, a mano a mano che Bel viene attirato nel mondo oscuro di Daniel, scopre che gli piace avere il controllo. E abbandonarsi a Bel dona a Daniel la sola pace che abbia mai conosciuto. Ma i demoni non lo lasciano stare, e avrà bisogno che il poliziotto li uccida una volta per tutte. Sempre che lui sia disposto a rischiare ogni cosa per stare al suo fianco.


Questo è un libro impegnativo, molto. E dai contenuti forti. Non solo per quanto riguarda il sesso, ma proprio per le tematiche, è un libro crudo. 
Daniel è sonnambulo, lo è sin da piccolo, e mentre dorme il suo subconscio gli fa fare cose strane che lui non riesce a gestire. Che si tratti di dipingere pareti o strappare tende, lui non ha alcun ricordo di quel che dice e quel che fa durante il sonno. E poi arriva la catastrofe, uccide un uomo.
"Succedono brutte cose quando dormo. Non riesco a impedirmi di farle".
Vive in un paesino della Carolina, un posto del Sud ottuso e pieno di gente piena di pregiudizi e poco colta. E' gay e questo è visto quasi come un reato. L'uomo che ha ucciso infatti, non era poi questa brava persona. L'aveva picchiato a sangue proprio per la sua omosessualità.
Il sonnambulismo comunque gli viene riconosciuto come attenuante e dopo pochi anni di carcere viene posto in libertà vigilata. 
Ma comunque Daniel sta male, non dorme mai molto, ha paura di quel che può fare ed è guardato male da tutto il paese, genitori compresi. Lui è il diverso, il mostro che uccide, quello che non segue le regole della società e la fa franca.
La pensa così anche Bel, poliziotto che ha vissuto sempre lì. Lui anche è gay, ma non dichiarato, vive la sua omosessualità di nascosto, quasi con vergogna. 
Ma pian piano inizia a conoscere Daniel e capisce che ha realmente un problema, non è finzione per evitare la galera e comincia a capire molte cose.
Dalla sinossi sembra un libro incentrato sul BDSM. In realtà non è così, vengono citate determinate pratiche per la condizione strana di Daniel, perché per lui il dolore è stancante, lo fa riposare meglio. Non aspettatevi però un libro solo di questo.
Daniel non desiderava il dolore perché pensava di meritarselo, o non solo per quel motivo. Voleva il dolore perché lo stancava. Non era un masochista, ma ne aveva bisogno.
E' comunque molto crudo e forte, come dicevo, sia per le scene di sesso che soprattutto per la violenza, anche quella psicologica.
Ho avuto un nervoso, una voglia di urlare, di prendermela con tutti, difficile da contenere. Alcuni persone sono così ottuse, guardano l'apparenza, idolatrano un violento mettendo sul rogo le persone più sensibili, che solo a pensarci fa male, anche se purtroppo è così.
E' un libro lento, da capire pian piano, con un'attenzione particolare alla caratterizzazione dei personaggi. La loro maturazione è enorme, si vive insieme ai protagonisti ogni emozione.
Non puoi scegliere chi aiutare.
E' anche difficile, proprio per la sua durezza. L'ho trovato struggente.
E' una bella storia, non adatta a chi cerca qualcosa di leggero, ma ideale a chi vuole una storia coinvolgente e intensa.
Voto:



giovedì 13 luglio 2017

Segnalazioni - Spazio al self


Autrice: A.L.Jackson
Titolo: Un sasso nell'oceano
Pagine: 380
Serie: Bleeding Stars #1
Prezzo ebook: 3,99 euro
Data uscita: 10 luglio 2017

Trama:
Lui non voleva niente...
Finché non ha scoperto che lei aveva tutto da offrire.
Sebastian Stone, frontman dei Sunder, si caccia sempre nei guai.
I problemi lo seguono ovunque vada.
Con i suoi precedenti, avrebbe dovuto sapere che Shea Bently sarebbe stata un problema. Ma la dolce e innocente ragazza del Sud era l'unica cosa che riusciva a vedere. L'unica cosa che voleva vedere.
Adesso annegano entrambi in un mare di desiderio, affondando irrimediabilmente in un mondo di lussuria, e la loro passione si rifiuta di lasciarli risalire a galla per respirare.
Per quanto lui voglia che le cose tra di loro funzionino, Shea ha un tormentato passato alle spalle, uno da cui è intenzionata a fuggire a tutti i costi.
Tuttavia, alcuni segreti non muoiono mai. Se il passato di Shea venisse riportato alla luce, potrebbe distruggere il mondo di Sebastian. Quest'ultimo deve decidere se vale la pena sfidare la corrente per lei o se dovrebbero semplicemente affondare come un sasso nell'oceano.

"Un'appassionante lettura ricca di segreti, colpi di scena e sesso bollente." - Penelope Ward, autrice bestseller del The New York Times.

L'autrice:
A.L. Jackson è un'autrice bestseller del New York Times e di USA Today. Scrive emozionanti e sensuali storie d'amore che hanno per protagonisti ragazzi che amano essere un po' "cattivi". Le sue serie di successo sono The Regret Series, Closer to You e la recentissima Bleeding Stars. Quando non scrive, la si può trovare a rilassarsi a bordo piscina con la sua famiglia, a sorseggiare cocktail con le sue amiche e, naturalmente, con il naso immerso in un libro.



Titolo: Amore, cioccolato e disastri 
Genere: romanzo rosa contemporaneo 
Formati: ebook e cartaceo. Disponibile in Kindle Unlimited 
Link: https://www.amazon.it/Amore-cioccolato-disastri-Samantha-LIle-ebook/dp/B072Q4JFY5 
Data di pubblicazione: 13 giugno 2017

Trama:
La vita di Samuela e dei suoi figli è una continua montagna russa tra casa, lavoro, asilo, per non parlare di giochi scatenati, ginocchia sbucciate e bernoccoli in ogni dove. Rimasta vedova di un marito che la tradiva, l’unica persona su cui può contare è l’amica Caterina, frizzante proprietaria di una pasticceria sull’orlo del fallimento. Entrambe hanno giurato fedeltà al cioccolato e di non volere mai più un uomo nella loro vita, ma il destino non la pensa allo stesso modo e a Samuela capita uno strano incontro. Demetrio è un uomo fuori dal comune e un padre meraviglioso per le sue gemelle, anche se non sa fare i codini né le collanine e confonde le principesse dei cartoni animati. 
Superata la diffidenza iniziale, l’amicizia tra Sam e Dem rende tutto più facile perché insieme formano una squadra formidabile: lei sa infilare le perline con le gemelle e lui tre cesti di fila con le due pesti. Inoltre Demetrio è un uomo bellissimo che risveglia in lei desideri sopiti, che credeva spenti per sempre. In poco tempo diventano una tribù affiatata, ma Demetrio vuole di più e non ne fa mistero mentre Samuela avanza e indietreggia, confusa dalle sue paure. Mentre Caterina viene salvata dalla crisi dal misterioso becchino del paese, la tribù diventa sempre più unita finché un segreto nel passato di Demetrio rischia di rovinare tutto. Samuela non accetterà un uomo che le mente e Demetrio dovrà lottare per conquistare la sua fiducia e il suo amore.

Note sull’autrice:
Samantha L’Ile vive in provincia di Varese con il marito e i figli. Laureata in Ingegneria Informatica, lavora in ambito amministrativo con i numeri ma sono le parole la sua vera passione. Lettrice compulsiva da sempre, ha pubblicato i romanzi “Non merito il tuo amore”, “Coppia di Cuori” e “Cuori Coraggiosi”, contemporanei autoconclusivi, e “Le Vicende degli Island”, una serie young adult di genere paranormale.
La trovate su Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest.
L'indirizzo del suo blog è: sammylile.blogspot.it



Titolo: "Irene", secondo volume della serie "Ladri del Cielo".
Autore: Elena Sole Vismara.
Editore: Self
Genere: Paranormal Romance.
Pagine: 285
Prezzo: 2,99 € l'ebook, 12 € il cartaceo.
Data di uscita: 7/7/17

Promo: In occasione dell'uscita del secondo volume della serie, il primo, Luc, sarà in offerta a 0,99 € a partire dal 5/7 per una settimana.

Trama:
“È nel momento in cui tutto sembra andare per il meglio che le cose tendono a complicarsi, non è vero?
È proprio questo ciò a cui pensa Irene quando, a un passo dallo sfiorare la felicità con la punta delle dita, il passato di Luc torna a farsi sentire all'improvviso, prepotente e crudo.
Basta un attimo per far crollare ogni illusione, per porre Irene davanti a una scelta dalla quale sa in partenza di non poter uscire vincitrice, e una terribile verità emerge a tradimento, minando le basi di una fiducia costruita con tanta fatica.
Eppure non seguire quella vocina che in fondo al suo cuore non ha mai smesso di incitarla ad agire, a sottrarre Luc a un destino di sofferenza, è impossibile. Mettendo in gioco se stessa, la propria vita e forse perfino la propria anima, pur di riscattare quella di lui, Irene si imbarcherà quindi in un viaggio che la porterà nel profondo di un abisso.
Un abisso in cui scopre che niente è come sembra, nemmeno lei stessa, e da cui riemergere sarà quasi impossibile, nonostante un'inaspettata serie di aiuti. Può davvero, però, chiamare amici coloro che le sono venuti in soccorso?"

L'autrice:
Mi presento: mi chiamo Elena Sole Vismara e sono nata in provincia di Lecco, nel marzo del 1980.
Adoro camminare in montagna, sono una kayaker più o meno entusiasta (diciamo, con una bella spinta da parte del mio compagno :D ), adoro i miei nipotini e soprattutto leggere, leggere leggere.
Nella vita di tutti i giorni sono un ingegnere, ma mi sono cimentata per anni nella stesura di brevi romanzi e racconti, alcuni dei quali comparsi in raccolte pubblicate a livello nazionale: “365 Storie d'amore” e “365 Racconti d'estate”, editi da Delos Books, “Ogni volta è la prima volta” edito da Marsilio per AVIS e "Macerie", edito da Les Flaneurs, i cui proventi sono devoluti alle vittime del recente sciame sismico in Abruzzo tramite la Protezione Civile.
Con la serie “Ladri del Cielo” iniziata con “Luc”, di cui “Irene” è il seguito, ho voluto sperimentare la strada del self publishing.


Citazione:
Riflettendo sulle sue parole, rimasi in silenzio, finché non fu Luc a spezzarlo.
«Sai, anche il Male stesso è una creazione umana. Non c'era il Male prima dell'uomo. Prima c'era solo il cieco istinto alla sopravvivenza. Il gufo che cattura un roditore e se lo mangia non lo fa perché è cattivo, o per farlo soffrire.»
«Stronzate.»
«Scusa?»
«Nessuno costringe il gatto a giocare col topo. Non gli serve per mangiarselo, potrebbe ucciderlo subito, eppure lo tortura, gioca con la sua paura. Nessuno costringe la lontra a stuprare il cucciolo di foca, non le serve per trovare cibo o riparo, e nemmeno per portare avanti la specie… eppure lo fa. Fino ad ammazzarlo. Il male esiste, la cattiveria esiste, l'egoismo esiste, anche nel mondo animale. Noi… forse noi gli abbiamo solo dato un nome.»
«E dal nome, la vita.»




Titolo: “La Bolla di Onar. I Guardiani dei Sogni” (primo capitolo di una saga)
Genere: Fantasy
Casa editrice: Giovane Holden Edizioni
Pagine: 64
Prezzo: 13,00 euro
ISBN: 9788863969931

Trama:
Rabdos, il Folletto Pennaio, sta per rivelare l’esistenza del suo popolo e le verità legate al suo mondo: la Bolla di Onar. Non tutti, infatti, sanno che dietro al semplice augurio notturno espresso dai genitori si nasconde l’infaticabile lavoro dei folletti di Onar, che con i loro fedeli cavalli alati Burak, sono pronti a intervenire per garantire a tutti i bambini di vivere nei loro sogni fantastiche avventure, proteggendoli da un temibile e acerrimo nemico: Efialtes, la cui presenza sul pianeta Terra sta mettendo in pericolo l’innocenza, la spensieratezza e l’incanto dell’immaginazione nei più piccoli.

Link: www.facebook.com/laBolladiOnar
www.giovaneholden.it/autori-a-z/autori-c/category/1077-elisabetta-carovani
www.amazon.it/bolla-Onar-guardiani-dei-sogni/dp/8863969930/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1498663740&sr=8-1&keywords=la+bolla+di+onar





Lettura di gruppo "Black Friars - L'ordine della Croce" di Virginia De Winter - Capitoli 50-fine


Riassunto tappe precedenti:
- Presentazione qui;
- Capitoli da 1 a 7 qui;
- Capitoli da 8 a 14 qui;
- Capitoli da 15 a 21 qui;
- Capitoli da 22 a 28 qui;
- Capitoli da 29 a 35 qui;
- Capitoli da 36 a 42 qui;
- Capitoli da 43 a 49 qui.

Autrice: Virginia De Winter
Titolo: Black Friars. L'ordine della Croce
Editore: Fazi Editore (Lain)
Data di pubblicazione: 11 luglio 2013
Pagine: 517

Trama:
La leggenda vuole che, quando anche il Settimo Cavaliere dell’Ordine della Croce si sarà risvegliato, avrà il compito di chiudere le porte di questo mondo perché sarà ormai distrutto dal male.
La Vecchia Capitale non ha pace. Scossa dai tumulti del Presidio, avvelenata dai malefici di Belladore de Lanchale, l’antica città dovrà ora affrontare un nemico senza eguali. L’ultima erede della dinastia Blackmore, garante della tregua con le creature del Presidio, è stata ritrovata, ma le malvagie entità accetteranno che sia proprio la giovane Sophia a custodire un armistizio suggellato dalla sua antenata migliaia di anni prima? Le forze del male hanno destato dal suo riposo l’Ordine della Croce e i cavalieri sono pronti a imbracciare le mitologiche spade per difendere il genere umano dalla minaccia delle nebbie demoniache. Intanto, ancora ignara del pericolo, Eloise Weiss è alle prese con il misterioso ritrovamento dello scheletro di uno studente dell’Università. Questa volta i suoi poteri di Evocatrice sono vani, ma grazie alle sole conoscenze mediche giunge a una verità inquietante: le ossa rinvenute sono le chiavi di uno scrigno che sigilla i segreti più oscuri della Vecchia Capitale, segreti di personaggi potenti disposti a tutto perché non siano svelati. Eppure, come in un labirinto di delitti e apparizioni dal passato, ogni filo di questa storia passionale e avvincente sembra destinato a ricongiungersi. Virginia de Winter chiude la serie culto Black Friars con una giostra di rocambolesche avventure cappa e spada, di potenti cavalieri e coraggiose eroine che rischieranno tutto per compiere il loro destino.


Premessa: Questo post contiene SPOILER! Non posso non raccontare cosa succede quindi se non siete ancora arrivati a questo punto fate attenzione.

Commento ai capitoli da 50 alla fine


Eccoci qui, siamo arrivati all'ultima parte dell'ultimo libro. Non volevo leggerla, non volevo
assolutamente finire questa serie.
Iniziamo subito in grande stile, con Ross e Stephen che portano a Verdenne il necromante che stavano cercando, che mette così fine alle rimostranze di Heric Stuart.
"Sono Vir Nevius, sommo sacerdote della Madre Terra, ceduto dal Granduca di Navalle al servizio di Sua Eminenza il Cardinale de Plessy con l'ordine di obbedire a ogni suo ordine".
Dalla sua testimonianza ricostruiscono l'accaduto, già scoperto dai nostri scholares. Il Granduca di Navalle aveva bisogno di insabbiare un omicidio (la scatola musicale) allora ha chiesto aiuto a de Plessy che con l'aiuto di Belladore ha usato il demone del presidio. In cambio ha ottenuto i servizi del necromante e sappiamo tutti come li ha usati.
Si preparano tutti alla guerra imminente, ma Axel non vuole portare le sue truppe nella Vecchia Capitale perché ormai è invasa dal presidio e vuole evitare una strage come è successo ai tempi della rivolta. Però non può stare lontano da Eloise quindi cede il comando a Jordan e riveste i panni del bandito. Jordan in questo libro ha sempre più il piglio regale, le sue responsabilità aumentano e lui sa benissimo come gestirle!
Sophia intanto riceve la chiamata del cardinale tramite lo scettro e si fa portare da Eloise. Sa che è l'unica che può far tornare il presidio rinchiuso, tramite la spada dei Blackmore, ma sa anche che questo può costarle la vita. E' pronta però al sacrificio.
I piccoli rampolli crescono qui, ognuno non si tira indietro di fronte alle responsabilità derivanti dal  proprio lignaggio, anzi si spingono al massimo. Che emozioni i vari abbracci fra Sophie e Gabriel, Eloise, Julian, Jerome ecc. Ognuno risponde al proprio ruolo, fa il proprio dovere.
Ogni tassello va a posto e tutti hanno un compito da portare a termine.
Ovviamente andare dai frati neri non sarà una passeggiata, ogni creatura tenta di uccidere sia Sophia che Eloise. La prima per impedire di rinchiudere il presidio ed estinguere la discendenza Blackmore, la seconda perché è l'unica con un potere sulle creature demoniache ancora maggiore di quello del Cardinale.
C'è la scena bellissima della resa dei conti fra Axel e Vargas, con spettatori Eloise e Ashton che pur di salvare la sua ragazzina umana si espone alla resa dei conti.
Intanto il male generato dallo sconfinamento del presidio ha risvegliato anche altri cavalieri della Croce: Jerome, Alexandria e Jordan che insieme a Ned, Gabriel e Julian sono arrivati a sei, il limite prima dell'apocalisse.
"Quando tutti e sette i cavalieri avranno ricevuto le armi dei Fondatori, l'ultimo chiuderà le porte su questo mondo ormai distrutto".
Sono davvero dei momenti in cui il fiato viene trattenuto, un susseguirsi di vicende che fanno stare all'erta e con ansia. Mi sono mangiata le unghie leggendo, nonostante per me questa sia una rilettura e quindi sapessi già l'esito finale.
 Sophia intanto scopre che la famosa spada è solo una metafora, Lasaire le spiega che in realtà l'antica
Dea Rose di Blackmore attraverso di lei, usata come spada, può rinchiudere il presidio.
Intanto il Cardinale con una trappola riesce a rapire Sophia e Cain e a soggiogarli al potere dello scettro. Ma la ragazza, in un momento di distrazione del suo aguzzino invoca la sua antenata che compie, di nuovo, la magia.
Si narrava infatti che quando il mondo fosse stato di nuovo in grave pericolo, Rosalienne di Blackmore, la Dea del Vento, si sarebbe risvegliata dal suo sonno eterno e di nuovo avrebbe usato la spada di Blackmore per respingere il Presidio oltre la soglia dei suoi confini.
Il Presidio quindi è di nuovo sotto controllo, ma come punizione per aver infranto la tregua, non potrà uscire dai suoi confini per mille e mille anni.
Finisce quindi la storia, con Sophia di nuovo sorridente accanto a Cain e fra le braccia di Gabriel, Bryce di nuovo in punto di morte, Gilbert che tormenta Lara e Stephen che con l'aiuto di Christabel recupera l'imitazione della spada. Tutto nella norma insomma.
E' un epilogo così perfetto che ero quasi commossa. Spero con tutto il cuore di leggere altro ambientato in questo meraviglioso mondo, anche novelle, potrei andare avanti ancora per molto. Già mi manca.

E ora la domanda. Nel gruppo facebook dove abbiamo discusso man mano i vari pezzi, la fan più fedele è stata Cinzia. Mi sembra quindi doveroso fare l'ultima domanda a lei:
Domanda: Siamo arrivati alla fine della Croce, che conclude la serie. Cosa diresti a una persona che non la conosce per consigliarne la lettura?
Risposta: Vorrei premettere che non ho il dono della persuasione. Quello che mi sento di dire è di leggere questa saga quando ci si sente pronti per poterla amare come la amo io, cioè alla follia! Quindi forse potrebbe essere utile raccontare il mio approccio a Black Friars. Quando ho sentito parlare di questa saga fuori dal comune mi sono sentita “chiamata” , proprio come Ashton da Eloise. Ho seguito l’istinto e acquistato tutti i libri in cartaceo iniziando la lettura con aspettative altissime. Aspettative che, per quanto fossero elevate , sono state addirittura superate e di molto…roba da non crederci! Ho provato da subito un attaccamento morboso per lo stile di scrittura, che tutti giudicano ridondante di descrizioni, cosa che invece io ho AMATO ALLA FOLLIA. Così ho cominciato a ricercare sul web e su facebook immagini e gruppi che parlassero di BF e mi sono imbattuta nel gruppo di lettura che ancora raccoglieva adesioni. Ho dato il mio nominativo e per quando è partito l’evento avevo già terminato la mia prima lettura della Spada e mi accingevo alla rilettura immediata, che si è trasformata in terza lettura immediata, perché non sono riuscita a rispettare i paletti imposti. E così il tutto è proseguito fino ad oggi. Se penso che questo evento è ormai giunto al termine, mi intristisco, ma ora ho la possibilità di leggere altro di Virginia De Winter che ho conosciuto solo con BF e ora non vedo l’ora di approfondire la sua conoscenza con altri romanzi. Sono sicura che, come è successo per l’inizio di questa avventura, anche gli altri suoi lavori sono sublimi…ho grandi aspettative : ANCORA!!! Ma parliamo di BLACK FRIARS…sono senza parole! Nel senso più positivo del termine, perché è talmente bello che non mi so spiegare (purtroppo non sono Virginia). E’ come quando rimani incantato a osservare un paesaggio che ti cattura completamente , ma ciò che riesci a fare è soltanto rimanere a bocca aperta per lo stupore e col cuore che palpita per le emozioni che tale paesaggio ti suscita. A proposito di palpitazioni: non so dirvi quante volte ho rischiato di chiamare mio marito Axel…ed ho detto tutto!!! Questo è un romanzo che dire fantasy è riduttivo, che dire bello è un’offesa…è la storia più completa che ci possa essere: amore ,fratellanza, mistero, intrighi, suspence ,demoni, vampiri favole, luoghi e personaggi ben descritti e molto molto di più. In tutti i libri che ho letto finora MAI, e dico MAI, ho amato i personaggi secondari quasi quanto quelli principali. Tanto da desiderare di poter leggere di loro. Questa, secondo me, potrebbe essere ,autrice permettendo, una di quelle saghe lunghissime di cui io acquisterei ad occhi chiusi tutti i volumi. Alla domanda :” cosa ti è piaciuto di più?” . Io non posso che rispondere TUTTO. Posto d’onore spetta alla Spada che mi ha fatto conoscere questo mondo in cui vorrei perdermi. Una nota positiva merita lo stile poetico , che sicuramente rallenta la lettura, ma è anche quello che io ho amato. Mi sono anche posta la domanda: cosa ti piace di più la storia o questi intermezzi descrittivi? Non voglio e non posso scegliere. “ Esisteva da sempre un senso di appartenenza della notte al sogno-quella corrispondenza perfetta tra il buio e le immagini più dolci, la mente libera di riempire ciò che gli occhi non potevano vedere, e il desiderio che provavano l’uno per l’altra era il sole che inseguiva per tutto il giorno il profilo dell’orizzonte fino a perdersi dietro di esso” Ecco…ora ho vogli di rileggerlo…rinchiudetemi! Questi libri hanno e avranno sempre un posto speciale nel mio cuore e nella mia libreria. Apprezzo molto l’autrice, si percepisce che è molto riservata e mai incline ai litigi e pettegolezzi tra autrici che imperversano sui social. Mi piacerebbe tanto conoscerla. Non posso che concludere dicendo: se volete una storia fuori dal comune, una storia d’amore da batticuore, unire al piacere della lettura anche una sana lezione di italiano e soprattutto se volete DI PIU’ LEGGETE BLACK FRIARS non ve ne pentirete. Cinzia

Io vi do appuntamento il prossimo giovedì per la recensione, non riesco ad abbandonare questo giorno come Black Friars. Infatti io e Alice abbiamo altri progetti, rimanete sintonizzati.


mercoledì 12 luglio 2017

Recensione "Endora. Donne d'ombra e di spada" di Fernanda Romani

Ciao a tutti, oggi vi parlo di questo libro, secondo della serie, che ho (finalmente) letto e che mi ha tenuta incollata al kindle fino alla fine.



Autrice: Fernanda Romani
Titolo: Endora. Donne d'ombra e di spada
Data di pubblicazione: 4 giugno 2015
Pagine: 202
Serie: #2 Endora

Trama:
Endora- secondo episodio - Il reggimento guidato da Naydeia è arrivato nei territori di confine, dove le incursioni dei Qanaki si fanno sempre più sanguinose. E qui, tra agguati, battaglie e assedi, lei deve arrendersi all’idea che anche la sua vita privata non è scevra da pericoli e da scontri. Soprattutto l’unione con l'uomo che ha sempre amato, ma che non ricambia il suo amore.
Anche Killiar sta cominciando a pensare che quel matrimonio non sia stato una buona scelta. Continua a rimpiangere Izrhad, la sua prima moglie, una donna con un carattere totalmente diverso, e la sua inquietudine lo porta ad agire in maniera impulsiva e a correre rischi che potrebbero costargli molto, forse troppo.
E Daigo, infine, è inquieto. Il suo amore verso Naydeia è senza speranza, il suo astio contro Killiar cresce di giorno in giorno. Eppure l'Aldair è un uomo astuto e intelligente: sa che le sue intenzioni potrebbero fargli rischiare la forca, ma non rinuncerà a costruire le proprie trame.
Nel frattempo, a Omira, la capitale, il potente Yadosh sta per cadere in una trappola. Il suo progetto segreto per ridare dignità agli uomini di Endora ha scatenato una ferocia inestinguibile, perché chi ancora porta avanti il complotto storico che ha dato il potere alle donne non può permettere che le cose cambino. Persino un uomo furbo e senza scrupoli come lui può trovarsi avviluppato in una rete di inganni, tessuta da una nemica di grande intelligenza. 
All’orizzonte si profilano nubi nere per tutti…
A Endora il matrimonio può essere una condizione molto pericolosa. Per un uomo.

Recensione "Indegno" spin-off e prequel qui;
Recensione "Endora. Uomini sottomessi" #1 qui.


Ho fatto passare troppo tempo dalla lettura del primo di questa serie. Non lo dico perché ho dimenticato qualcosa, ma perché è troppo accattivante! Difficile riassumerne la trama senza fare spoiler sul primo quindi non vi dico nulla, se non che potete trovare: amore, guerra, azione, intrighi politici, passione e ingiustizie. E credo ancora molte altre cose.
Non vuoi guai? Peccato, perché tu sei un guaio che cammina.
Forse si è già capito, ma mi è proprio piaciuto, più del primo. Anche perché conoscevo già i personaggi e qualche meccanismo di Endora, in cui tutto sembra ribaltato. Gli uomini sono sottomessi alle donne, non hanno proprio alcun diritto. L'autrice è riuscita a creare una società femminile completa, con leggi e abitudini, in cui i maschi non hanno nessun tipo di potere, sono come schiavi e solo i più fortunati e belli possono ambire a una sorte migliore, soddisfando sessualmente le donne, mentre gli altri sono relegati a meri lavoratori senza possibilità di riscatto.
La cosa che mi ha piacevolmente stupita è il modo in cui spiega ogni cosa. Fa sembrare tutto reale e possibile e fornisce spiegazioni praticamente per ogni particolare. In questo secondo capitolo poi comincia a svelarne anche il perché.

Il libro è diviso in tre blocchi: una prima parte con Naydeia, Killar e Daigo su un campo di battaglia al confine del regno, una seconda parte con Rainna e Yadosh alla capitale e poi di nuovo alla frontiera.
Vista la mia smisurata passione per Daigo ho preferito le parti più di azione, anche se quelle degli intrighi politici mi hanno tenuta col fiato sospeso e mi hanno permesso di capire molte cose.
Non esistono uomini di cui non si possa dubitare.
Lo stile dell'autrice è curato e parco di descrizioni inutili. Decisamente coinvolgente mi ha proprio tenuta incollata alla storia. Nei fantasy questa è una qualità rara, non perdersi in troppe parole, e io lo apprezzo molto anche perché questa volta non ne ho patito la brevità.

Vi consiglio proprio la lettura di questa serie, perché oltre a essere molto curata e precisa è anche una storia originale, che permette di fare profonde riflessioni. E poi i personaggi sono il massimo!
Era un predatore, e non solo a causa dei suoi antenati felini. Lo era e basta. A killiar non piaceva come lo guardava. Era consapevole di cosa significasse quello sguardo. Non voleva sentirsi la sua preda.
So di essere stata sibillina ma spero di avervi fatto capire le emozioni che ha suscitato in me, che sono state tante. Non vedo l'ora di fiondarmi sul terzo e tornare a Endora.
Voto: