sabato 23 dicembre 2017

Recensione "Il guardiano degli innocenti" di Andrzej Sapkowski

Autore: Andrzej Sapkwski
Titolo: Il guardiano degli innocenti
Editore: Nord
Data di pubblicazione: 13 maggio 2010
Pagine: 370
Serie: La saga di Geralt di Rivia Vol.1

Trama:
Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, e si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi... Strappato alla sua famiglia quand'era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte. Per questo lui ha chiesto asilo a Nenneke, sacerdotessa del tempio della dea Melitele e guaritrice eccezionale, nonché l'unica persona che può aiutarlo a ritrovare Yennefer, la bellissima e misteriosa maga che gli ha rubato il cuore...


Perché ho aspettato tanto? Questa è la domanda che mi pongo. Quando ho letto La strada senza ritorno ho scoperto di avere comprato da un po' l'ebook del primo della serie dello strigo (a voi non capita mai di comprare compulsivamente e di dimenticarvene?) e quindi ho voluto leggerlo subito, non ho resistito. E ho fatto bene. Andrzej Sapkowski è un genio ed è diventato uno dei miei scrittori preferiti!
Sei uno strigo, un difensore della gente, la proteggi dal Male.
Come per La strada senza ritorno anche questo è costituito da racconti, ma con una differenza: c'è un filo conduttore, ogni racconto è legato dalla storia principale, come se fossero dei grossi capitoli. È una forma inusuale, soprattutto per un primo libro di una serie, oltretutto fantasy. Ma funziona, pure benissimo. Attraverso queste storie iniziamo a conoscere lo Geralt, cos'è uno strigo e perché è così solo, ma soprattutto cominciamo a inquadrare questo personaggio, così particolare.
Errori? Come no. Ne ho commessi. Ma mi attenevo ai miei principi. No, non a un codice. Anche se a volte mi nascondevo dietro a un codice. Alle persone piace. Chi ha un codice e lo segue viene rispettato e tenuto in considerazione.
Geralt è un eroe fuori da ogni canone. Ha un suo codice di comportamento ma è temuto e osteggiato dagli uomini che lo sfruttano ma non vogliono averci a che fare; anche le creature lo tengono in disparte perché lui è forte e riesce a sconfiggerle. Insomma proprio per la sua natura di strigo è solo e questo gli pesa. Lui è integerrimo e molto molto serio. Segue la sua etica ed è molto intransigente. Mi sono innamorata subito di questo personaggio, nonostante il fatto che sia senza ombra di dubbio un buono. Io parteggio sempre per i cattivi, o almeno per quelli che hanno delle zone d'ombra, qualcosa di non ben definito, ma Geralt è riuscito a far breccia subito. Sarà stata la sua malinconia, il suo accettare le cose ma continuare a sperare, il suo non giudicare mai nessuno, ho provato immediatamente empatia. E voglia di abbracciarlo.
"Il male è il male, Stregobor. Minore, maggiore, medio, è sempre lo stesso, le proporzioni sono convenzionali, i limiti cancellati. Non sono un santo eremita, non ho fatto solo del bene in vita mia. Ma, se devo scegliere tra un male e un altro, preferisco non scegliere affatto. È ora che vada. Ci vediamo domani."
Questo apprezzamento è merito anche dello stile dell'autore. Ribadisco il concetto già espresso per l'altra lettura sua: è politicamente scorretto e io lo amo! Ironico, tanto, nonostante il genere non richiami il sarcasmo la sua penna è così. Diverso da tutto ciò che ho letto prima, sicuramente particolare ma per me perfetto. Riesce a farmi apprezzare anche le cose a cui di solito storco il naso e in alcuni casi sono rimasta a bocca aperta e con la voglia di parlarne con tutti.
"Me la cavo. In qualche modo me la cavo. Perché devo. Perché non ho altra via d'uscita. Perché in qualche modo ho sopraffatto dentro di me la superbia e l'orgoglio per la mia diversità, perché ho capito che la superbia e l'orgoglio, sebbene siano un'arma contro la diversità, sono un'arma miserevole. Perché ho capito che il sole brilla in maniera diverse , perché qualcosa cambia e io non sono l'asse di questi cambiamenti.[...]"
Altra menzione di merito va ai personaggi secondari, soprattutto Ranuncolo e Nenneke. Per me sono il massimo, adoro il bardo scanzonato e la sacerdotessa, amici leali nonostante tutto. Sono molto curiosa su Yennefer, l'ultimo racconto ha svelato alcune cose, chissà come si evolverà la situazione.

L'ambientazione è strana e non così ben spiegata. Chi necessita di un worldbuilding preciso qui non trova molte nozioni. Secondo me questo è complementare alla struttura particolare del libro, diversa dai classici. A me non ha infastidito anche se molte cose non le conoscevo prima.

In sostanza questa è stata una lettura che mi ha entusiasmata moltissimo, una conferma di un autore, una saga che recupererò senza dubbio. E se state cercando una lettura alternativa, non difficile e non lenta, ironica e originale correte a leggere e a innamorarvi anche voi dello strigo.
Voto:


Voi conoscete questo autore o questa saga? So che c'è un videogioco tratto da questa storia, The Witcher. Prima o poi una sbirciatina anche a quello la farò, cosa ne dite?


Immagini prese da Pinterest

4 commenti:

  1. Ciao Chiara :-) E' da più di un mese che metto nelle letture da intraprendere questo primo volume e ogni volta mi dico sempre che non è il momento. Sono sicura che mi piacerà, sia per come hai descritto il personaggio, sia perché tempo fa lessi LA STAGIONE DELLE TEMPESTE che, in ordine cronologico, sarebbe l'ultimo della saga (mi serviva per una sfida di lettura e mio fratello mi aveva detto che era un volume "parallelo" alla saga stessa, quindi fattibile) e sono rimasta colpita proprio dalla particolarità di questo strigo. Adesso che ho letto anche la tua recensione e credo proprio che velocizzerò la conoscenza di Geralt :-)

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    1. Ciao Mikla, ti capisco bene. Ho comprato questo ebook più di due anni fa, non riesco a capacitarmi di non averlo letto prima. Voglio proprio recuperare tutta la saga

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  2. Wow sembra interessante Chiara! Non lo conoscevo l’autore e neanche la saga! Intanto però ti faccio i più cari auguri di buon Natale ❤️❤️❤️❤️❤️

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    1. Grazie Ely e tanti tanti auguri anche a te e la tua stellina

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