lunedì 2 aprile 2018

Giornata mondiale per l'autismo. Recensione "A bocca chiusa non si vedono i pensieri" di Benjamin Ludwig

Buona pasquetta a tutti! Anche se normalmente non pubblico nei giorni di festa, ci tenevo particolarmente a pubblicare questo post proprio oggi, perché mio figlio Riccardo compie 11 anni e sempre oggi è l'11.ma giornata mondiale per l'autismo. Non ne parlo molto qui, ma non ne faccio neanche mistero, Riccardo è un bambino affetto da sindrome dello spettro autistico. Quindi in parte per la coincidenza delle date e in parte perché ho proprio sentito l'esigenza di farlo, oggi vi parlerò di autismo, attraverso la recensione di questo libro, molto duro, che mi ha consigliato la mia amica, nonché #bancarellaboss, Amanda Colombo che ringrazio.

Questo mio spazietto per me è soprattutto uno sfogo, un bisogno di evasione, per questo è più facile trovare recensioni di romance o fantasy, ma ogni tanto ho anche bisogno di affrontare i miei mostri e farlo attraverso la mia più grande passione trovo che sia il metodo migliore.

Autore: Benjamin Ludwig
Titolo: A bocca chiusa non si vedono i pensieri
Editore: HarperCollins
Data di pubblicazione: 22 giugno 2017
Pagine: 427

Trama:
Ginny Moon è per molti versi una tipica quattordicenne: suona il flauto nell’orchestra della scuola, gioca a basket due volte alla settimana e studia le poesie di Robert Frost per la lezione di letteratura americana. C'è solo un piccolo particolare che la distingue dalle altre ragazzine della sua età: Ginny è autistica. E ciò che per lei è irrinunciabile – come iniziare ogni giornata con nove chicchi d’uva a colazione, per esempio, oppure cantare Michael Jackson, o prendersi cura della sua bambola ed elaborare in gran segreto piani di fuga – a qualcuno potrebbe sembrare un po'... strano.

Per anni, dopo che l'hanno portata via alla madre naturale, tossica e violenta, è passata da una famiglia affidataria all'altra. Adesso però, finalmente ha trovato la sua Casa Per Sempre, un posto in cui si sente al sicuro, protetta, con genitori che le vogliono bene e si prendono cura di lei. È esattamente il tipo di famiglia che tutti i ragazzini nelle sue condizioni sognano... eppure lei ha altri progetti. Perché in quella vita perfetta manca qualcosa. Qualcosa di così importante che per riaverla è disposta a rubare, a mentire, ad approfittare della disponibilità di tutti quelli che le vogliono bene. Qualcosa per cui arriverebbe persino a farsi rapire.

Benjamin Ludwig è un Insegnante di letteratura inglese e di scrittura creativa, vive con la famiglia nel New Hampshire. Poco dopo il matrimonio lui e la moglie hanno adottato un'adolescente autistica. a bocca chiusa non si vedono i pensieri, il suo primo Romanzo, è in parte ispirato alle conversazioni con i genitori che ha incontrato portando la figlia agli allenamenti di basket di Special Olympics.

Questo libro è difficilissimo. È la prima cosa che mi viene da dire perché per me è stata durissima leggerlo. Più di una volta ho dovuto interromperne la lettura e fare una pausa, magari passando a qualcosa di completamente diverso.
È stato difficilissimo per me perché sono coinvolta a livello personale, ma credo sia un libro molto complesso in generale. Il motivo è lo stile di narrazione, in prima persona dal punto di vista di Ginny, che è una ragazzina autistica.
L'autore è riuscito in maniera magistrale a entrare nella sua testa, facendo conoscere abitudini e modi di pensare e agire. Detta così sembra facile, ma io l'ho trovato eccezionale. Non è semplice spiegare cosa vuol dire convivere con una persona affetta da questo disturbo, cosa significa sentirsi ripetere mille volte le stesse cose, ma soprattutto cosa succede nella loro testa. È faticosissimo, alcuni giorni più di altri.
Quello che l'autore ha fatto è stato immedesimarsi completamente in Ginny, pensare con la sua testa. Ne è venuto fuori un'immagine decisamente realistica dei meccanismi della mente di una persona autistica. Questo però ha fatto sì che la lettura ne risentisse, in quanto lo stile non è né scorrevole né facile e persino provare empatia per lei è arduo.
Ho letto diversi pareri che hanno sottolineato una certa pesantezza nella lettura e una trama che scorre in maniera troppo lenta e ripetitiva. È assolutamente vero e secondo me qui sta la grandezza dell'autore. È stato coraggioso, non ha edulcorato o romanzato quella che è la realtà, ha posto davanti al lettore il comportamento esatto di queste persone, che il più delle volte non è per niente facile da gestire.

In questo libro c'è una storia che ruota attorno a Ginny, che fa indignare e arrabbiare. L'altro grosso argomento trattato infatti è la questione degli affidamenti, di come non sia mai semplice soprattutto nei casi di ragazzi speciali.
La figura di Maura, la mamma affidataria, è un altro elemento coraggioso. Io spesso l'ho odiata anche se riuscivo a giustificarla il più delle volte. Non essendomi trovata nella sua situazione posso solo immaginare la pena che ha patito, ma non mi sento di giudicarla così duramente. Non so come avrei reagito io al suo posto anche se a volte avrei voluto urlarle in faccia di non comportarsi in quel modo. Significativo quindi il finale, che la coinvolge direttamente.

Questo libro secondo me è stato studiato nei minimi dettagli. Ogni personaggio introdotto ha il suo perché e viene caratterizzato in maniera molto realistica. Ho adorato Patrice, la psicologa, forse perché è l'unica in grado di entrare nella testa di Ginny e vedere le cose dal suo punto di vista.
È una lettura che mi ha commossa e fatta arrabbiare, spesso ho avuto mal di stomaco e ho sperato che a questa ragazza la vita riservasse qualcosa di bello. Ho proprio sofferto ma mi ha fatto bene leggerlo. Mi sembra quasi di poter capire un pochino meglio Riccardo, sono contenta di averlo letto. Ha fatto male ma credo mi rimarrà nel cuore a lungo.
Voto:

Volevo fare ancora una piccola considerazione: leggete questo libro o altri titoli che parlano di diversità. Leggetene e parlatene in casa, soprattutto se avete dei figli. Il numero di bambini che soffrono dello spettro autistico è spaventosamente in aumento e quindi può capitare che i vostri figli abbiano come compagni di classe o di sport qualche bambino con esigenze speciali. Non solo per l'autismo, per tutti i tipi di disabilità.
Quello che vorrei dirvi è che a volte un atteggiamento socialmente non accettabile (questo è un termine tecnico che utilizzo molto) è semplicemente una difficoltà di adeguarsi al modo giusto e spesso è solo questione di trovare il modo giusto di relazionarsi. Parlarne a casa, in tranquillità, è il primo passo per riuscire a farlo. Perché diverso non è sbagliato e neanche pericoloso. Solamente differente.


10 commenti:

  1. Immagino che non sia stato facile per te leggere e recensire questo romanzo.

    Ma il tuo post di oggi mi ha trasmesso tutto. TUTTO.

    Lo leggerò.

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    1. Ti ringrazio tantissimo, mi fa veramente piacere

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  2. credo che anche la tua recensione sia tosta, proprio come questo libro. vorrei poterti dire che comprendo i tuoi sentimenti ma non essendoci dentro per quanto possa sforzarmi in quanto mamma non riuscirò a provare quello che provi tu ma posso solo viverlo in modo differente.
    non conosco il libro ma accetto il consiglio di leggere qualcosa di questo tipo e parlarne in famiglia. farò tesoro di ciò che hai scritto per poter diventare una persona più consapevole.

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    1. Grazie Chicca, mi fa piacere che il messaggio sia passato, non è semplice

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  3. Che meravigliosa recensione Chiara.
    Si vede perfettamente che questo libro ti ha colpito nel profondo e le tue riflessioni finali mi hanno fatto capire anche una volta (non che ce ne sia bisogno ma mi sorprendo sempre) quanto tu sia una bellissima persona. Forte e coraggiosa. Sono tanto tanto felice di averti conosciuta.
    La storia del libro sembra forte e di comprensione sincera soltanto a chi ci è passato, bravissima ad averne parlato apertamente col cuore, che è la cosa migliore in questi casi

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  4. Con una recensione così, il libro non può essere ignorato. E wishlist sia!

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  5. Un bacio, Chiara. Per te, per Riccardo e per la tua famiglia. <3 E fai benissimo a consigliare la lettura di questo genere di libri, e in generale, di parlare, di spiegare ai figli, agli amici, a tutti, che la diversità, di qualsiasi tipo essa sia, non è un male e non deve mai essere messa in un angolo, ma è una ricchezza, un valore aggiunto che dovrebbe spingere a essere migliori, completi, uniti. <3

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    1. Grazie Rosa, è un argomento che mi sta molto a cuore

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