giovedì 17 maggio 2018

Gruppo di lettura "Unravel me" di Tahereh Mafi - Capitoli da 50 a 57

Buongiorno! Oggi torno con una delle cose che più amo fare, le letture di gruppo. Trovo che non ci sia niente di più coinvolgente che parlare insieme delle letture appena fatte (o rifatte).
Insieme ad altre ragazze, blogger o meno, stiamo affrontando la saga di Tahereh Mafi e siamo arrivate al secondo capitolo, Unravel me.


Se vi siete persi i post precedenti li trovate tutti qui.
Lascio la parola il blog nelle mani di Ludovica, che mi segue in ogni iniziativa e che adoro ogni volta di più.

Autrice: Taheren Mafi
Titolo: Unravel me
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 1 dicembre 2016
Pagine: 540
Serie: #2 Shatter me

Trama:

Juliette è sfuggita alla Restaurazione e al suo leader che intendeva usarla come arma. Da quando vive al Punto Omega è libera di amare Adam, ma non sarà mai libera dal proprio tocco letale, né da Warner, che la desidera più di quanto lei credesse possibile. Tormentata dal passato e incapace di pensare al futuro, Juliette sa che dovrà compiere delle scelte difficili. Accettare il proprio potere distruttivo per metterlo al servizio della resistenza e, soprattutto, allontanare Adam pur amandolo con tutta se stessa.




Premessa: Questo post contiene SPOILER! È impossibile fare un gruppo di lettura senza raccontare cosa succede quindi se non siete ancora arrivati a questo punto fate attenzione.


RIFLESSIONI DI LUDOVICA CAPITOLI DA 50 A 57


Ringrazio innanzitutto Chiara per l’opportunità che continua a darmi, facendomi fare ciò che amo di più, scrivere e leggere, perché se lei non avesse creduto in me, probabilmente non ci avrei creduto neanch’io!
E poi ringrazio la mia buona sorte, che generalmente invece mi gira le spalle, che mi ha casualmente fatto scegliere questi capitoli, (letteralmente divorati ed adorati) in cui Warner, il “mio” Warner, appare in tutta la sua nudità, fisica e psicologica!
Devo concentrarmi per far sì che questa sia una recensione obiettiva e sensata, senza stupidi melodrammi o sconvenienti mancamenti. (Warner. Ed il baratro si aprì sotto i miei piedi e dentro al cuore.)
Ho cercato di sintetizzare meglio che potessi almeno i punti salienti dei capitoli dal 50 al 57, ma debbo dire che è stato molto complicato, visto che in 8 capitoli si succedono non solo episodi importanti al fine della storia, ma dei grandi, grandissimi cambiamenti anche nei rapporti umani e psicologici dei tre protagonisti.(ma Adam lo devo, per forza, considerare un protagonista?)
Warner è arrivato al Punto Omega e se in un primo, primissimo momento, Juliette voleva avere un pizzico di fiducia in lui, si rende conto che non può farlo, visto che lui, Aaron Warner in persona, ha confessato a Castle, senza dubbio con chissà quali cattive intenzioni in testa, almeno secondo Juliette, che può toccarla senza conseguenze. Il capitolo 50 inizia con le solite (ed ormai note e fastidiosissime) turbe psichiche di Juliette, o come l’ha ribattezzata la nostra Chiara nazionale, Lagnette, la quale si sente delusa ed umiliata a tal punto da Warner, (dai, che novità! Di certo Juliette non è un’eroina che splende di originalità!) che non vorrebbe più vederlo, ma costretta da Castle, entra nella sua stanza per la seconda volta. Presa dalla stessa smania di contare di Juliette, sono arrivata a contare le volte in cui lei “vorrebbe, non vorrebbe” degnarlo di nessuna attenzione, ma poi entra e cerca e brama la presenza di Warner: solo 4. (Capito sì, la furbetta? Non vorrebbe, ma poi non riesce a stargli lontano! E chi può darle torto?)
Ciò che Juliette trova entrando nella stanza di Warner la lascia più interdetta di Warner stesso: Warner che dorme, Warner che la manda in confusione anche solo dormendo, (io più che in confusione, sono andata in ebollizione, ma, vabbè, io e Juliette siamo il giorno e la notte!) lei che per la prima volta pronuncia ad alta voce, solo nella sua testa ovviamente, che Warner non la lascia per niente indifferente.
Entrando in quella stanza, sono due le cose che Juliette non può, e non potrà più ignorare, anche se per un’altra manciata di pagine cercherà di convincere se stessa a non lasciarsi andare alle sue vere sensazioni. Prima di tutto che Warner sarà anche il mostro che tutti credono, ma che la sua schiena, piena di cicatrici che lasciano solo supporre cicatrici interiori molto più gravi di quei segni, la dice lunga su quante e quali violenze abbia dovuto subire. Ed inoltre, che Juliette non è così indifferente ai misteri che il ragazzo nasconde, ad esempio quella scritta tatuata dietro la schiena, IGNITE, e al ragazzo stesso.



«Io non ti odio. Mi sorprendi.
E non so mai davvero chi sei o chi hai intenzione di essere.
Hai fatto tantissime cose terribili. A me.
Ma ormai so troppo di te.
Sei troppo umano.
Non so più come odiarti.
Anche se vorrei farlo. Lo vorrei davvero e so che dovrei, ma non ci riesco.»



In un frangente, quasi drammatico, in cui Juliette per la prima volta da quando è scappata dalla base riesce a vedere non solo il mostro che è Warner, ma sente che in lui c’è molto di più di quello che mostra anche con tanta sfacciataggine al mondo, si rende conto che Warner è più del pazzo che l’ha rapita da una prigione per intrappolarla in un’altra, è più  del ragazzo che ha sparato in testa ad un suo soldato senza recriminazioni, è più “umano” di quell’uomo che l’ha chiusa in una stanza cercando di farle uccidere un bambino innocente, che poi lei in extremis salva.
Le prime frasi intelligenti che pronuncia Juliette, sono in ordine:
1)IO NON TI ODIO
2)SEI TROPPO UMANO
3)NON SO PIÙ COME ODIARTI
(Cavolo, Juliette, era lì davanti a te, a mettere a nudo la sua anima, e non solo, e tu benedetta donna, non riesci a fare altro che scappare! Ah la nostra “Cuor di leone”, campionessa di piagnistei e contorsioni su se stessa!)
Mentre Juliette si interroga sul perché Warner debba piacerle così tanto, nonostante sia famosa la sua grande cattiveria, ( basterebbe che la smettesse di farsi troppo domande e si godesse quel ben di Dio che Warner ha, oltre alla sua splendida e perversa mente!) dentro  al Punto Omega ci si chiede come mai, il Comandante Supremo Anderson, padre di Warner ed Adam, ancora non si faccia sentire, non ricerchi suo figlio.
Al di fuori del Punto Omega cominciano i primi scontri tra civili e Restaurazione.
Juliette entra per la Terza volta nella stanza di Warner. Non solo questo ragazzo ha studiato vari fascicoli e cartelle cliniche che la riguardano, non solo possiede e ha letto tutto il suo taccuino, tanto da sapere alcune frasi a memoria e riuscirle a citare, no, questo ragazzo-mostro-abominevole-spregevole- è l’unica persona, la sola al mondo, a quanto pare, con cui lei possa essere del tutto e veramente se stessa. Senza maschere. Senza paura. Senza vergogna. Credo che questi passaggi siano davvero un punto di svolta nel loro rapporto.

«Detesto sentirmi abbastanza al sicuro da parlare così liberamente in sua presenza.
Detesto che tra tutti sia Warner l’unica persona con cui posso essere del tutto sincera.
 Mi sembra sempre di dover proteggere Adam da me stessa,
da quel racconto d’orrore che è la mia vita.
Non voglio mai spaventarlo o raccontargli troppo,
per paura che cambi idea e si renda conto
di che errore ha commesso fidandosi di me.
Ma con Warner non ho nulla da nascondere.»
Juliette per la prima volta (è il capitolo delle prime volte? Non del tutto, ahimè!) lo guarda, lo guarda, davvero. Ed allora nota un anello di giada che indossa al mignolo sinistro, e mentre lo fa si ricorda di averlo già visto prima mentre erano alla base, e lo guarda talmente a fondo che lui le fa vedere un altro tatuaggio, posizionato in una zona piuttosto intima (e per la prima volta io e Juliette siamo sulla stessa lunghezza d’onda: in preda ad un attacco cardiaco post traumatico. Era ora che aprisse anche lei gli occhi, Santi Numi!). E lo guarda, davvero. Tanto da capire, per la prima volta, che lui l’ha sempre guardata, davvero, con la voglia di capirla, di darle la forza che le manca, di amarla. E per la prima volta, (ancora ed ancora) lei paragona il suo rapporto con Adam con quello con Warner. E Warner, in tutta la sua malvagità, nonostante tutta la sua malvagità, esce vittorioso dal confronto: è l’unico che la ama per quello che è, perché la vede per quello che è, ma anche perché lei con lui non ha filtri! Warner vedendo lei, leggendo i suoi pensieri nel taccuino, non fa che riconoscersi e ritrovarsi in quelle pagine.

(A questo punto un capitolo a parte meriterebbero le fossette di Warner. Ma davvero possiamo sorvolare sulle fossette di Warner?)
Warner è teso, Warner è sempre attento, ad ogni spostamento d’aria, minimo movimento, sussulto anche interiore. Warner non si rilassa, mai. Warner sa perché hanno mandato Juliette a parlare con lui. Lo sa che lei si trova nella sua stanza per recuperare informazioni, ma per una volta, una su un milione, se ne frega. Pensa solo che lei è lì, e che lo sta guardando, finalmente. Così, senza che lei gli chieda niente, non espressamente, lui le rivela i piani del Comandante Supremo: da lì a due giorni Anderson attaccherà i civili. Tutti. Senza pietà.
Castle, il buon “vecchio” Castle, (che mi sembra assumere sempre di più l’immagine del Buon Samaritano) spiega a Warner cosa sia il Punto Omega, che anche lui, avendo un dono, può “scegliere” di restare con loro e combattere al loro fianco, contro la Restaurazione. Contro suo padre. Contro il male. Warner non può lontanamente accettare di poter scegliere, crede che il suo destino, di violenza e solitudine, sia già stato scritto e che non possa cambiare, per nessun motivo, a causa di nessun dono, per nessun fine, per nessuno. Ma va in crisi. La percezione di un futuro migliore, di una vita diversa, magari fatta di amore e non di solitudine, lo manda talmente in crisi, che Juliette viene mandata per la Quarta volta nella sua stanza, per calmarlo. E se già finora avevamo trovato un Warner umano, un Warner che sorride, che ammicca, che si apre alle confidenze, ora troviamo un Warner ancora più umano. Capelli disordinati (quante volte avrà messo le sue mani in quei capelli? Tic tac tic tac tic tac!), voce tremolante, sguardo fisso nel vuoto. È un Warner diviso a metà tra la voglia di poter cambiare, come gli ha ipotizzato Castle, ma anche la  consapevolezza che la sua vita sia troppo “rovinata” per poter essere diversa.
È talmente andato nel panico che chiede a lei che cosa pensi di lui e della possibilità di un suo cambiamento (cioè, chiede a lei, la persona più insicura che sia apparsa in questa storia, che a malapena sa chi sia e come si chiami, se lui possa cambiare! Cioè, a lei! È proprio vero che l’amore fa fare delle cose irrazionali!).
Lei vorrebbe dargli una possibilità, dentro di lei prende sempre più forma un sentimento in evoluzione, un cambiamento vero ed intenso, che la fa sentire in colpa e che riesce a trattenere dentro di lei sempre meno, sempre meno. Più si avvicina a lui, in senso sia fisico che emotivo, più si lascia conquistare da tutta questa sua umanità e più entra in confusione: si vorrebbe tirare indietro, vorrebbe non volere capire, ma cede, cede, cede.
Spesso, sempre più spesso, Juliette si sente nuda di fronte a lui, ha la sensazione che lui possa capire ciò che sta pensando!

«È come se avvertisse il cambiamento che sta avvenendo nella mia mente.
Il suo sguardo affonda nei miei occhi talmente in profondità,
che mi sorprende non essere crollata sotto il suo peso,
allora comprendo che tutto, in lui, è intenso.
Niente in lui è gestibile o facile da catalogare.
Warner è troppo grande. Tutto in lui è troppo grande.
Le sue emozioni, le sue azioni, la sua rabbia, la sua aggressività.
Il suo amore.»
Ed in effetti, Warner sente, sente tutto. È questo il suo dono, quello che lui per una vita ha creduto una sua capacità sviluppata grazie (o per colpa) della vita che è costretto a fare, ma che in realtà ora, con l’aiuto di Castle riesce a vedere come il suo Dono: sentire ciò che gli altri sentono.
Il Punto Omega, tutto, si riunisce per parlare del combattimento che avverrà dopo solo poche ore e in questo frangente Castle non solo dirà a tutti che Warner intende combattere con loro, contro la Restaurazione, anche se Juliette sa che non sono queste le sue reali intenzioni, ma rivela ad Adam che Warner, proprio come lui, può toccare Juliette.
Ecco, a questo punto, un appunto. Ma perché l’autrice non le ha lasciato almeno qui, una, l’unica, forse, possibilità di dimostrarsi abbastanza grande, matura ed adulta da confessare lei ad Adam questa cosa? Forse avrebbe risollevato ai miei, e non solo, occhi questo personaggio che continua ad irritarmi sempre di più. È un continuo scappare il suo, non vedere le cose come stanno davvero, un mettere sempre e comunque la testa sotto la sabbia, un voler proteggere Adam da se stessa, (ancoraaaaaa! Il voler continuare a mettere Adam ed il suo bene davanti a tutto, il dover rinunciare a lui per una causa più grande, non fanno altro che ricordarmi quei polpettoni colombiani delle telenovelas) da Warner, dai suoi sentimenti che stanno cambiando (o sono già cambiati? Se Juliette occupasse il tempo anche a guardarsi dentro invece che piangersi addosso, potrebbe ottimizzare i tempi, ma lei  ha talmente tanto tempo da perdere!)
Capitoli 56 e 57, ovvero i capitoli del Risveglio: Adam viene a sapere, anche in malo modo a dire il vero, che Warner la può toccare ( e deduzione delle deduzioni: se la può toccare senza farsi nulla vuol dire che l’ha toccata, ha toccato la sua pelle! Come ha osato quel pervertito di suo fratello toccare lei, l’ancella senza senza peccato?) Ah! Se solo Adam sapesse quanto a fondo l’abbia toccata, e non sto pensando al bacio che Warner le ha strappato prima di essere colpito da uno sparo, ma all’intimità che hanno raggiunto. Se sapesse quanto sia riuscito a fondo a toccare dei pezzetti della sua anima che neanche lui, Adam, l’eroe senza macchia, sia riuscito ad afferrare, e mai ci riuscirà.
Arriva, finalmente, lo scontro tra i due, prima verbale, in cui Warner non sa quanto si avvicini alla realtà la sua ironica affermazione “Non avevo idea che avessimo tanto in comune” (già! Avete in comune un dono, un padre, mezzo Dna, un fratello e Juliette. E quando lo scoprirai, perché dovrai pur scoprirlo, saranno dolori!) e poi una vera colluttazione in cui sarà Kenji a cercare di dividerli e a rimetterci le penne. Kenji, uno dei miei personaggi preferiti, così razionale ed ironico ed intelligente ed altruista ed indispensabile cade a terra, non si capisce se sia morto o solo ferito. Ricomincia la tortura di Juliette che ovviamente crede di esserne la causa e l’unica colpevole. Il suo capro espiatorio sarà Warner. Perché si trova lì, accanto a lei, così comodamente a portata di mano per una delle sue solite sfuriate, in cui lo accusa di tutto, ma in cui sente ancora di più il bisogno di stringersi a lui e di farsi scaldare dal suo tepore e forse, egoisticamente parlando, anche dal suo amore. È mentre sono abbracciati che Warner le dice che no, Kenji non è morto, ma è solo ferito, e che a farlo non è stata lei, ma lui.


Si chiude così il capitolo e la mia tappa. Io non ci credo che la Comandante Chiara non sappia che queste cavolo di tappe finiscano sempre nel punto cruciale, in cui fermarsi è umanamente impossibile. Scusate, se mi sono fatta prendere la mano, scusate se sono stata infinitamente prolissa, (non oso immaginare come farò ad esserlo di meno nella mia recensione di 537 pagine e non di 8 capitoli) ma Warner è il mio attuale “amore letterario” e non potevo non analizzarlo fin nel midollo!
Corriamo a leggere il perché Warner dice a Juliette di essere stato lui, corriamo a vedere quali effetti avrà quest’ultima rivelazione, corriamo a vedere cosa succederà a Kenji, cosa farà Adam, come si preparerà il Punto Omega allo scontro inevitabile con il Comandante Supremo.
BUONA LETTURA A TUTTI!


Ludovica

Siete d'accordo con lei? Io vi aspetto nei prossimi giorni per proseguire con questa meravigliosa saga.



12 commenti:

  1. Capitoli al cardiopalma. Belli intensi stupendi. Tappa fantastica e mi piace come Ludovica ha impostato il tutto. Non vedo l'ora che tocchi a me! Warner e sempre più protagonista e mi piace davvero tanto.

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    1. Non sai quanto io possa invidiare il tuo capitolo 62😍😍😍😍😍😍😍
      Mi dispiace essere stata tanto lunga,ma la penna andava da sola!!! Grazie😘

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  2. Finalmente dei capitoli che hanno risollevato il livello del romanzo da un tre a un quattro e mezzo pieno! Certo che la Mafi ce l'ha fatto sospirare questo risveglio di Lagnette nei confronti del super fichissimo Warner!!!

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    1. Era ora!!!!!! Ora deve mantenersi su questo livello,però 😡😡

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  3. Stasera non mi toglie nessuno i capitoli! Voglio sapere!
    Io sono sorpresa e sconvolta dall'evoluzione della situazione.
    Anche se le cose non mi stanno piacendo troppo (só team Adam, che ve devo di? ) l'autrice è geniale e sono felice di aver scoperto una saga scritta così bene!

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  4. Bellissimi capitoli sulla 'nudità fisica e psicologica' di Warner, mi piace molto questa tua definizione! Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo!

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    1. Questa e tutte le altre! Ci sono alcune frasi ormai impresse nella mente!

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  5. Meno male che Warner c'è! Adam vai a piangere nell'angoletto!

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  6. Cavoli, io mi sono fermata al cap. 56...andavo avanti di sette in sette e questa volta mi avete fregata con otto...a parte questo bei capitoli...finalmente vedo Warner in azione ed ora inizio a vedere il suo fascino anche se, sarò l'unica, ma a me continua a piacere Adam (cosa vi ha fatto che non lo sopportate?!?!?!?!)ma sono preoccupata perché a Juliette piacciono entrambi ma entro la fine ne sceglierà uno, quindi o uno dei due si rivela quello che non è tanto da farsi odiare o uno dei due morirà....no no no!!!! Ed io sarò strana ma non mi danno nemmeno fastidio le lagne di Juliette!!!

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