giovedì 3 maggio 2018

Questa volta leggo... #4 - Recensione "Questa non è una canzone d'amore" di Alessandro Robecchi

Buongiorno, oggi torna questa rubrichina che tanto tanto mi piace. Ideata da me insieme alla socia onnipresente Dolci e la mentore Laura 


Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.

L'argomento di aprile è
  
Un libro che faccia parte di una serie

Sono una lettrice seriale, lo ammetto. Ebbene sì vostro onore, per ogni serie che finisco (tra l'altro piena di angoscia perché appunto finita), ne comincio almeno tre.
Ne ho quindi iniziate un'infinità e quindi la scelta sarebbe dovuta ricadere su una di queste. Ovvio no? Invece no, ho "dovuto" iniziarne un'altra, dovevo proprio.

Autore: Alessandro Robecchi
Titolo: Questa non è una canzone d'amore
Editore: Sellerio editore
Data di pubblicazione: 10 aprile 2014
Pagine: 420
Serie: #1 Le avventure di Carlo Montessori

Trama:
Un fortunato autore televisivo ha abbandonato la trasmissione cui deve la fama e una discreta agiatezza. Si chiama Crazy Love e racconta la vita sentimentale della "né buona né brava gente della Nazione". Sotterfugi, tradimenti, odio, passioni e rancori, al motto di "Anche questo fa fare l'amore". Un enorme successo, ma lui non ne può più. Felice e orgoglioso della sua scelta, una sera gli si presenta in casa un tizio che cerca di ucciderlo. Si salva la vita, ma da qui in poi cominciano i guai. Una coppia di killer colti e professionali, due zingari in cerca di vendetta, una giovane segugia col cuore in frantumi, collezionisti e contrabbandieri di souvenir nazifascisti, qualche morto di troppo. Sullo sfondo accanto a una Milano multietnica e luccicante, la vita brulicante del campo rom, la sua cultura, la sua eticità. Questo di Robecchi è un giallo e una commedia, tra Scerbanenco e le canzoni di Enzo Jannacci. Raccontata da una voce caustica e cattiva, che tutto commenta e descrive con acuminata ironia, e che tiene in equilibrio il sarcasmo ribelle e sfacciato del suo investigatore chandleriano (appassionato di Bob Dylan) e il cinismo a suo modo morale del punto di vista criminale e della vendetta.

Ho voluto leggere questo libro spinta da un recensione. Non parlo di quella positiva fatta da La biblioteca di Eliza (che comunque ha contribuito), ma da quella super negativa fatta da La Libridinosa. Il potere delle recensioni e del libero arbitrio! Mi ha talmente incuriosita che ho dovuto proprio comprarmi il libro, non ho resistito. Anche perché ero convinta che a me sarebbe piaciuto, proprio per come l'ha presentato lei. Grazie Laure, di nuovo.

Già dalle prime righe ho capito di averci visto bene, perché questo libro a me è piaciuto, pure tanto.
Non so come possa essere definito, a quale categoria apparga. Ci sono dei morti ma non è propriamente un giallo, l'identità dell'assassino è rivelata poco oltre la metà e intuibile da molto prima. C'è sicuramente una base umoristica ma è un tipo di ironia che vira più verso il cinismo, sicuramente non godibile da tutti. Capisco veramente le critiche che gli sono state mosse, è politicamente scorretto, quasi cattivo. Ma questo è il motivo per cui mi ha conquistata.
Persino lui si prenderebbe a schiaffi.
Il protagonista è Carlo Montessori un autore televisivo all'apice della carriera che viene colto da rigurgiti morali. Io aggiungerei anche da un certo snobismo, per ciò che ha ideato. Si sente in colpa, per aver contributo a creare un format di TV spazzatura che ha avuto conseguenze terribili. Ovviamente però gli ascolti sono stati alle stelle quindi lui è diventato famoso. Ma con rimorsi.
Tutta la vicenda ruota attorno a lui, al programma e a una serie di morti violente che sembrano non avere collegamento ma che invece ce l'hanno eccome.
La trama è divisa in tre blocchi, tre gruppi di personaggi che viaggiano ognuno sulla propria strada, seguendo però il filo conduttore comune. Sembra complicato invece non lo è, leggendolo si capisce tutto alla perfezione.
Ho gradito molto la vicenda, è costruita su basi molto solide, sa di realtà, di possibile. Mi è piaciuto il fatto che spesso le "vittime" siano in realtà carnefici, il confine fra buono e cattivo è inesistente. Tutti siamo colpevoli di qualcosa e bersaglio di altro.
Il dolore, la rabbia, l'odio.
Insomma, anche questo fa fare l'amore. 
Altra cosa che mi ha colpita profondamente è la visione della società: un paese, l'Italia, dove la televisione la fa da padrona, dove l'intelligenza è azzerata per seguire canoni comuni, dove le forze dell'ordine quando va bene non fanno nulla. Fa riflettere molto, è uno spaccato di realtà da brividi perché in molte cose purtroppo vero. É come se fosse una fotografia del nostro tempo, dove sono sottolineati soprattutto gli aspetti negativi. Forse tutto questo sfoggio di pessimismo è eccessivo, io di solito rifuggo da questo, ma sono riuscita a non odiarlo grazie allo stile.

Il punto di forza, secondo me, è proprio lo stile di Robecchi. Come dicevo prima è cattivo, dice le cose come vengono, senza filtri. Sempre condito da un sarcasmo esasperato al massimo e anche da diverse parolacce. L'ho adorato, non ho patito quando tergiversava e partiva con qualche invettiva, anzi mi sono goduta ogni riferimento. Non è facile da leggere, sicuramente non scorrevole, ma mentre lo facevo ho sempre avuto un sorriso stampato, più tipo ghigno però e non sono riuscita a staccarmi fino alla fine.
Insomma, non vuole buttarsi giù, ma è solo un tipo che sente i dischi di Dylan, beve un buon whisky ogni tanto, scrive puttanate per la tivù e ha questa piccola ambizione piccolo-borghese di restare vivo il più a lungo possibile.
E poi Carlo Montessori, l'uomo che ha inventato Crazy love, il programma televisivo, l'uomo che non osa ma vorrebbe. La sua caratterizzazione mi ha fatta innamorare di lui, da subito. Tormentato, ironico, incoerente, ma anche leale, onesto a modo suo, che si affeziona. Mi è proprio piaciuto, anche se a volte l'ho trovato eccessivo, e ho già ordinato i seguiti di questa serie, composta da libri autoconclusivi con protagonista sempre lui. Anche questo fa fare l'amore.
Voto:

Voi comprate mai spinti da una recensione negativa?

Vi lascio il calendario con le altre tappe della rubrica


Siete lettori seriali? Conoscete questa serie?



37 commenti:

  1. No basta! Non posso aggiungere altri libri da leggere!

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  2. Non sembra il mio genere però sembra carino sai?
    Non mi è mai capitato di essere motivata da una recensione negativa però è stato bello che tu l'hai fatto, perchè poi hai scoperto un libro che ti è piaciuto ed è una gran cosa

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    1. a me è capitato diverse volte di leggere un libro per una recensione negativa. In questo caso ci speravo e mi è andata bene

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  3. Ciao! A me qualche volta capita di leggere "spronata" da una recensione negativa...qualche volta ci sono sorprese positive! Comunque la vera stranezza è il fatto che, nonostante io abbia letto un po' di tutto della Sellerio...Alessandro Robecchi mi manca!

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    1. ma come Silvia! Devi rimediare subito, ihihihi

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  4. Ti sei presa un rischio, ma la fortuna aiuta gli audaci ;)

    A me è successo poco tempo fa con Licia Troisi.
    Mi sono imbattuto in un blog dove veniva fatta a pezzi, così ho deciso di leggere I dannati di Malva per capire se davvero meritasse critiche così pesanti.
    Non l'ho trovato eccezionale (tieni conto che il fantasy non è il mio genere preferito), ma passabile come lettura molto disimpegnata.
    Un altro libro che continua a incuriosirmi, pur avendone letto di recente una recensione negativa (e molto spiritosa), è La canzone di Achille di Madeline Miller :)

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    1. La Troisi non l'ho mai letta ma è una di quelle letture che vorrei fare proprio per le critiche. La canzone di Achille non conosco

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  5. ecco vedi grazie anche alle critiche negative noi blogger "serie" ci lanciamo. perchè sappiamo bene che ognuna di noi ha gusti differenti. ciò che piace a te può non piacere a te e viceversa.
    e comunque come dice Dolci BASTA non posso aggiungere ancora libri da leggere ... giusto per ho appena comprato 15 nuovi ebook :D

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    1. Chicca non possiamo fare a meno di comprare, è una malattia!

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  6. Di solito un romanzo in cui ci sono delle persone assassinate che non sono le protagoniste della vicenda e dove a indagare nelle morti non vi è un addetto ai lavori - commissario, detective, carabiniere, questore etc... - è un noir puro. Il noir è un genere molto interessante secondo me, ed è il genere che ha fatto grande Scerbanenco e in cui si collocano anche le opere di Rosa Teruzzi e di Giampaolo Simi, quell'autore toscano vincitore proprio dello Scerbanenco di cui avevo parlato qualche puntata fa della stessa rubrica.
    Considerata la particolarità della caratterizzazione del protagonista, penso mi potrebbe piacere. Adoro i protagonisti non convenzionali ed eccessivi!

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    1. Grazie Stefania, adoro i noir allora. E mi segno pure Simi. Il protagonista è decisamente particolare, te lo consiglio proprio

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    2. Stefania, l'ho comprato "La notte alle mie spalle" eh!
      Bacci

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  7. Ok, quindi de Giovanni quando lo inizi?

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    1. è in lista, tranquilla! Avrei bisogno di una recensione negativa ma la vedo dura ihihih

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  8. Molto interessante questa recensione Chiara! Io avevo letto Torto marcio e Carlo Monterossi mi era piaciuto assai. Credo che con calma recupererò tutti i suoi libri.
    Sì, spesso le recensioni negative mi stuzzicano più di quelle positive.
    Baci Lea

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  9. Queste edizioni della Sellerio mi attirano moltissimo ma non ne ho ancora comprata nessuna! Ci devo fare un pensierino perchè questa recensione mi è piaciuta moltissimo! Il noir non è un genere che amo ma non si sa mai!

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    1. Puoi provare da questo, è particolare

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  10. NON LEGGO SERIE! nononononono...per ora resisto, almeno a questa
    Bacci

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    1. Non leggi QUESTA serie, è diverso, ihihih
      PS Mi ha ricordato, per certi versi, Favola splatter. Così

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  11. non ce la posso fare... mi state facendo impazzire, proponete sempre titoli che mi incuriosiscono...

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    1. Manu è il destino nostro, finirne uno per comprarne almeno tre

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  12. Mi è capitato più di una volta di leggere libri spinta da una recensione negativa e devo dire che a volte mi sono piaciuti, altre invece no. Io Robecchi l'ho messo in lista, ma non so quando lo leggerò. Ho talmente tante di quelle serie iniziate che non so come fare.

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    1. capisco bene Laura, io finisco una serie e ne comincio tre

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  13. Le recensioni negative di solito mi fanno venire una certa curiosità, ma da alcuni libri sto molto lontana!
    Questo, non so, non mi ispira particolarmente, poi ho così tante serie da continuare...troppe!

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    1. serie iniziate ne abbiamo a profusione

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  14. Ciao sono Laura e adoro Alessandro Robecchi!!!! E ora Chiaruccia mia vieni nel lato oscuro della Forza perché, non dico tanto il secondo, ma il terzo è spettacolare!!. io penso di leggere torto marcio questo mese!!

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    1. se mi citi Star wars sono in tuo ostaggio! Continuerò la serie, senza dubbio

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  15. Se una recensione è fatta bene, anche se è negativa, ti fa capire se il libro è adatto a te oppure no. Quindi sì, io a volte compro incuriosita dalle recensioni negative. Anche la tua recensione mi è piaciuta molto.

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    1. Grazie Lisse. Mi fa piacere anche sapere che non sono l'unica che trae ispirazione dalle critiche

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  16. Ho talmente tanti libri da leggere che uno più, uno meno non farà certo differenza! Però magari tra un po' quando torno ad avere un saldo positivo sul conto, giusto per non andare del tutto in malora!

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    1. ahahahah, capisco benissimo il problema

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  17. Ammetto che non mi è mai capitato di leggere qualcosa spinta da una recensione negativa - molto negativa in questo caso - ma è un punto di vista molto interessante. Questa lettura non so se possa fare al caso mio, ma sicuramente non mancheranno le recensioni da cui prendere spunto ;)

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    1. gli spunti li prendiamo da qualunque cosa, basta leggere

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  18. Non credo che faccia per me, proprio non mi vanno giù i libri non tanto scorrevoli, ma non mi piace nemmeno giudicare dalle apparenze. Se lo vedo il biblioteca gli do una possibilità.

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