mercoledì 9 maggio 2018

Tu leggi? Io scelgo! - #2 "La spada del destino" di Andrzej Sapkowski

Buongiorno lettori! Secondo appuntamento per questa nuova rubrica, nata dall'idea di Rosaria, prendendo spunto dalla rubrica Questa volta leggo.


La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante. L'ordine di scelta è casuale, abbiamo usato random.org e per questa volta mi è capitata proprio Rosaria, col blog Niente di personale. Ho spulciato le recensioni sul suo blog finché non ho trovago questo libro, di lì in poi scelta obbligata.
Sono quattro mesi che mi ripropongo di proseguire con questa serie, scoperta ahimè solamente ora. Quindi quando ho visto che Rosaria l'aveva recensito ho pensato quasi a un segno del destino e senza indugio l'ho cominciato:

Autore: Andrzej Sapkowski
Titoli: La spada del destino
Editore: Nord
Data di pubblicazione: 10 marzo 2011
Pagine: 438
Serie: La saga di Geralt di Rivia Vol.2

Trama:
Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può affrontare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un'orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio. Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l'unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore...


Secondo capitolo delle avventure dello Strigo, famoso anche grazie al videogioco The Witcher, che ammetto di non conoscere. Ho però una profonda ammirazione per questo autore, avendo letto due suoi libri prima di questo, entrambi raccolte di racconti, e finalmente ho proseguito questa serie così particolare.
"Nessuno sfugge al proprio destino"
Parto subito col dire che questo libro è nuovamente una raccolta di racconti. Sono sei storie, da leggere in ordine in quanto consecutive, che narrano qualche avventura dello strigo più famoso.
Andrzej Sapkowski, oltre a farmi perdere un quarto d'ora tutte le volte che devo scrivere il suo nome, si è confermato un autore ai massimi livelli del fantasy. Per me è semplicemente un genio perché a parte ideare delle storie così accattivanti ha un modo di scrivere che adoro. Innanzitutto è molto parco di spiegazioni, cosa decisamente rara per questo genere. Non sviluppa l'ambientazione, non ti spiega ogni particolare, ma le cose importanti te le fa capire, da discorsi e gesta. In più è un concentrato di ironia, pure questa merce rara. Grazie soprattutto a qualche personaggio secondario (Ranuncolo in primis), riesce a strapparti più di un sorriso. Tre libri suoi ho letto e per tre volte ho avuto la stessa sensazione.
La struttura a racconti poi gli è congeniale. Riesce a finire la storia senza lasciarti quella sensazione di vuoto, di irrisolto che spesso capita. In più suddivide ulteriormente il libro in capitoli brevi che te lo fanno divorare in un lampo.
"Ranuncolo capita sempre dove succede qualcosa d'interessante e tutti sanno che non disturba, non aiuta e non ritarda la marcia. É come una lappola sulla coda di un cane"
In questo secondo volume si approfondiscono le relazioni di Geralt, soprattutto per quanto riguarda Yennefer, la maga di cui è innamorato. Si scandaglia questo sentimento profondo e si cerca di spiegare un pochino il rapporto intricato che hanno instaurato. Devo ammettere di aver detestato la maga in alcuni momenti, provando poi altre volte per lei una profonda compassione. É un po' stronza, ma se non fosse così complicata credo che il cuore di Geralt sarebbe altrove.
Bellissima anche l'amicizia con Ranuncolo, il poeta che ha quella vena irriverente che tanto apprezzo.
Ho adorato anche come l'autore (non mi frega stavolta) abbia inserito molti elementi fantasy diversi: dal drago del primo racconto alle driadi, passando per sirene, basilischi, vexling ecc. Su tutti e tutto però Geralt applica il suo personale codice, che gli conferisce una morale tutta sua, non sempre gradita soprattutto agli umani. Lui non si sente tale e, di nuovo, emerge quel bisogno di essere accettato, quella solitudine, quella cappa malinconica propria dello strigo. Lui si sente diverso, è diverso, si vede come un mostro ma non vorrebbe esserlo o meglio vorrebbe che gli altri non lo vedessero così. E quando capita non ci crede, come nel caso di Occhietto, "collega" di Ranuncolo.
"Sai qual è il tuo problema? A te sembra di essere diverso. Tu ostenti questa diversità, questa 'anormalità', senza capire che per la maggior parte della gente di buonsenso sei la persona più normale sulla faccia della terra, magari fossero tutti così normali".
Le emozioni che mi ha suscitato la lettura sono quindi molte e varie. Mi sono divertita ma ho anche sofferto con Geralt. Il primo racconto è quello che ho preferito ma il finale dell'ultimo mi ha lasciata elettrizzata e con una sensazione di completezza, come se un cerchio si fosse chiuso.

Ho divorato queste storie che in alcuni tratti mi hanno allietata, in molti altri mi hanno fatta riflettere e mi hanno lasciato quel senso di nostalgia, che potrò colmare solo col terzo libro della serie.
Voto: 

Voi conoscete questa serie? 

Qui sotto il calendario di Maggio, vi piace la rubrica? 


Immagini di Geralt di Rivia prese da Pinterest (banner fatti da Francesca)


16 commenti:

  1. Mi piace il modo in cui hai scritto la recensione

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    1. Grazie Massimo, ne sono veramente felice

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  2. Non lo conosco per nulla, né il gioco, né l'autore, di cui non ricopierò il nome per non perdere quel fantomatico quarto d'ora! Com'è possibile??? Rimedierò subito, mi sembra una serie fighissima.

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    1. Io lo amo! Ha uno stile unico che tu sapresti apprezzare tantissimo. I primi due libri di questa serie sono raccolte di racconti poi passa ai romanzi. Ho letto anche l'antologia di racconti vari, slegata da Geralt, e l'ho adorata, proprio per il suo stile

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  3. Io ho iniziata a leggerla ma poi mi è venuta a noia, esattamente come Il trono di spade. Ma è anche vero che è molto particolare e per chi apprezza il genere e il videogioco, che consiglio se avete un ottimo pc altrimenti lasciate perdere, resta sicuramente un ottimo libro.

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    1. Il videogioco non l'ho ancora provato ma grazie della dritta. Io continuerò questa saga perché lo stile dell'autore mi piace veramente un sacco

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  4. Anche io ho letto di Geralt un solo volume e spero di continuare.
    Sono felice che ti sia piaciuto così tanto.

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    1. una conferma quanto mai gradita, che bello quando succede

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  5. Ho già sentito nominare questo autore ma non ho letto nulla di suo e non conosco nemmeno il videogioco. Sembra interessante, anche perchè il fantasy mi piace, però non mi convince del tutto e non so dirti perchè, forse perchè sono racconti, anche se collegati...boh..non so

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    1. è una struttura particolare ma all'autore riesce benissimo

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  6. Non amo particolarmente il fantasy e tanto meno i libri di racconti. Questa volta passo.

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    1. Non è proprio il tuo genere allora, anche se l'ironia dell'autore tu l'apprezzeresti

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  7. Conosco il videogioco, uno dei preferiti di mio figlio... magari posso spingermi a leggere anche il libro... non sembra male

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    1. Manu prova, ormai la tua comfort zone è scavalcata

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  8. Non è il mio genere, vero COmandante?

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